Lettere al direttore

«A Gardone un po’ di macelleria sociale e tanto immobilismo»

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Egregio direttore,

nell’ ultima seduta del Consiglio comunale di Gardone Val Trompia è stato approvato il bilancio preventivo per il 2025.
La narrazione della nuova amministrazione continua a reggersi sull’assunto, ripetuto tutti i giorni che Dio manda in terra, che Gardone ha perduto la sua centralità e che la cittadina armiera è soffocata dall’ immobilismo. Amplificato dalle guardie regie del sindaco sui social.
Un qualsiasi comune mortale si aspetterebbe, quindi, che il primo bilancio che si approva dia il segnale di una scossa, di una svolta.
Insomma che si voli un po’ alto.
Niente di tutto questo.
La cifra di questo bilancio è semplicemente la seguente: un po’ di macelleria sociale coniugata ad una modestia (per usare un eufemismo) di programmi e investimenti.
Sul primo punto: si sono aumentate tutte le tariffe dei servizi sociali, scolastici, parcheggi ecc.
Particolarmente “odioso” è l’ incremento del servizio domiciliare per gli anziani da 12 a 20 euro. Incredibile quello per il trasporto da e verso Magno, che passa da 20 a 240 euro all’ anno.
Il sindaco, sorpreso dai puntuali interventi delle consigliere e consiglieri de La nostra città, si è un po’  stupito perché a Trento la tariffa per l’ assistenza domiciliare  è di 45 euro.
Trento uber alles.
Nella storia amministrativa di Gardone è la prima volta (dal dopoguerra) che la priorità non è lo sviluppo dei servizi sociali ma l’ incremento dei ricavi. Che la cosa abbia a che fare con il fatto che a governare è il centrodestra?
Se passiamo alle spese di investimento aumenta lo sconcerto. Per il 2025 sono previsti 577.000 euro di spese in conto capitale. Una cifra che sta bene al di sotto dell’ ordinaria amministrazione, per un comune come il nostro.
È come nella marcia trionfale dell’ Aida: si battono i piedi ma si sta fermi. Per i prossimi due anni, quindi fino a metà sindacatura, a regnare sarà l’ immobilismo.
Cosa dedurre.
1) Che l’ amministrazione precedente ha lasciato una consistente eredità di opere pubbliche programmate e finanziate.
2)  Che le idee, un po’ eccentriche sbandierate in campagna elettorale (parcheggi  multipiano, sede unica Itis/Ipsia ..), sono già state riposte nel cassetto?
3) Che nuove idee e nuovi programmi latitano.
4) Che ci si accontenta di poche iniziative, in sé meritevoli (pista sul ghiaccio, trasmissione su Teletutto – che ha decantato le eccellenze gardonesi che va da sé sono il frutto degli anni passat ma che certamente non innescano il tanto decantato salto di qualità.
In realtà questo bilancio davvero deludente dice che si stanno facendo passi indietro.
Speriamo, come a volte succede, che siano propedeutici ad un balzo in avanti.
Ma ben che vada lo vedremo tra un paio di anni.

Paolo Pagani della direzione regionale del PD

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