Lettere al direttore

Lettera aperta a Mario Draghi da una lettrice ucraina: “Caro presidente, ci serve il suo sostegno”

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Pubblichiamo questa lettera aperta al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi inviataci da una lettrice.

Brescia. Egregio presidente Draghi, mi chiamo Anzhelika Shevchuk, sono ucraina e da più di vent’anni vivo in Italia, a Brescia; ho conseguito la prima laurea in farmacia in Ucraina e la seconda a Ferrara nel 2012 e lavoro come farmacista.
L’aggressione russa all’Ucraina e il prolungarsi del conflitto mi hanno straziata e mi straziano. Ogni giorno. Dall’inizio della guerra aiuto le mie connazionali e i miei connazionali inviando farmaci in Ucraina. Ne raccolgo molti, alcuni acquistati, altri donati. Coordino a Brescia la raccolta di medicinali, come per esempio quelli per curare malattie da raffreddamento, ma anche cibo e pannolini per neonati profughi, in compagnia soprattutto delle madri e delle componenti femminili della famiglia. Sostengo inoltre la struttura che in valle Imagna, in provincia di Bergamo, ospita una trentina di orfani provenienti da Berdjans’k; lì c’è bisogno di tutto: cibo, indumenti, giocattoli, medicinali.
Per il 19 luglio prossimo sto organizzando una delegazione che si recherà a Bruxelles per protestare pacificamente davanti alla sede del Parlamento europeo contro l’invasione russa e soprattutto per richiedere di accelerare i tempi e le procedure per l’ammissione dell’Ucraina all’Unione europea. Non è più il tempo di pensare; più il tempo passa e più persone, soprattutto civili, muoiono. Secondo le ultime statistiche ogni giorno, a causa della guerra, muoiono due bambini in Ucraina. È profondamente ingiusto ed è la morte del futuro. Per l’Ucraina e per l’Europa tutta.
Apprezzando il suo fattivo impegno a livello europeo a favore della pace e di un rapido ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, mi permetto di segnalarle questa mia iniziativa “dal basso” e chiedere il suo importante e significativo sostegno. Se la diplomazia istituzionale e la diplomazia delle cittadine e dei cittadini attivano un circolo virtuoso di sinergia, l’obiettivo di una pacifica Europa dei popoli può diventare più rapidamente realtà.
Confidando in un suo riscontro, la ringrazio ancora per il suo operato a favore della pace e del mio popolo e le porgo distinti saluti.
Anzhelika Shevchuk, Brescia

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