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Lettere al direttore

La necessità di riformare lo strumento del referendum…! foto

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    Provo sempre emozione quando partecipo a questo processo politico e sociale di partecipazione. Mi ha costretto a leggere e capire, anche se non mi resta facile, almeno gli elementi fondamentali dei quesiti, il tema della giustizia è decisivo per una democrazia veramente tale, confido in un parlamento di eletti serio, competente e capace di una riforma per il bene delle persone e della società. È un giusto incitamento ma… Costituzionalmente il referendum ha valenze diverse… È abrogativo! è male utilizzato, scarica materie estremamente complesse in semplificazioni di cui nessun elettore ne capisce gli effetti… Capisco il disagio di accettare la confusione tra chi (semplicemente) non partecipa al voto perché fa altro, o non gli interessa e chi non partecipa perché ritiene mal utilizzato lo strumento, ma tanto è… Domani i sondaggisti divideranno i voti degli assenti tra queste categorie. Resta, forse, la necessità di riformare lo strumento del referendum…! Dopo aver sentito e letto qualche tribuna elettorale e locale, in questi giorni, dialettica, retorica, completamente strampalate, ho deciso comunque di andare. Credo che questa classe politica non meriti nessuna attenzione. Penso comunque che sia uno strumento abusato che ha perso la sua ragion d’essere più genuina ed essenziale. I referendum hanno senso se vengono usati come estrema soluzione di fronte a temi-tematiche importanti, ma accessibili da capire per la maggior parte delle persone. Troppo spesso sono formulati da quesiti troppo complessi da capire per la maggioranza degli elettori Inoltre mi sembra siano diventati uno strumento che alcuni promotori promuovono o perché non accettano la realtà di un Parlamento democraticamente eletto o perchè vogliono sanare l’incapacità del Parlamento di fare il proprio mestiere. Secondo me, se guardiamo la crescente pericolosa disaffezione che questo strumento sta incontrando ormai da decenni dovremmo farci-porci due domande. Confido anche nel parlamento nel 2023, siedano-lavorando eletti-rappresentanti seri e competenti, che facciano le riforme che servono al paese, senza chiedere il parere di milioni di muratori, idraulici, elettricisti, operai, fruttivendoli, anche molti diplomati e laureati ( specialmente degli ultimi anni), consiglieri comunali, assessori e sindaci etc.. etc… Che poco o niente sanno e per quanto si informino, ben poco capiranno. Chi vuol fare sembrare semplice una cosa complessa, non l’ha capita e sognare, per fortuna, è ancora gratis.
    Celso Vassalini

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