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Lettere al direttore

Società Benefit, come unire il profitto agli interessi della collettività

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Brescia. Sostenibilità e inclusione sociale sono gli assi portanti su cui si fonda il Pnrr, ma sono ormai concetti diventati essenziali dopo gli anni difficili legati alla
pandemia e nella complessa situazione geopolitica, sociale ed economica conseguente alla guerra in Ucraina.
Diventa ancor più importante, a mio avviso, pensare a  un tipo di impresa innovativa, che non guardi solo al profitto, ma anche al beneficio che l’attività aziendale può apportare, all’ambiente e alla collettività. Utile a questo fine è la possibilità fornita dal modello della società Benefit; una nuova forma giuridica d’impresa che rappresenta un cambio di paradigma. È stata introdotta nel 2010 come Benefit Corporation negli Usa e ora è in rapida diffusione in vari Paesi del mondo. L’Italia è stato il primo paese al di fuori degli Stati Uniti ad avere introdotto questo modello nel gennaio 2016. Oggi sono quasi 1.000 le società Benefit tra cui Startup, Pmi e Grandi Imprese.
La società Benefit è una nuova forma giuridica d’impresa che reca in sé una visione più evoluta e integra nel proprio oggetto sociale una duplice finalità: oltre agli obiettivi di profitto, persegue lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, e si impegna a creare valore non solo per gli azionisti, ma anche per gli altri portatori d’interesse.
Una società Benefit rappresenta un nuovo strumento che crea una solida base per l’allineamento e la tutela della missione nel lungo termine e la creazione di valore condiviso. Nei prossimi giorni si discuterà in Provincia per la trasformazione di Acque Bresciane in società Benefit e da luglio 2020, è depositato in Comune di Brescia un Odg, presentato da Forza Italia, per trasformare le società partecipate in società Benefit.
Le società a maggioranza pubblica possono essere un valido strumento, oltre che un esempio per gli altri operatori del mercato, per esprimere la volontà di imprimere in modo indelebile nel proprio Dna, nella propria quotidianità e nelle future generazioni di amministratori e manager, l’approccio a favore della
sostenibilità ambientale e sociale.
Pertanto mi auguro, e in tal senso proseguirò il mio impegno, che il modello delle società Benefit possa essere adottato da Acque Bresciane e che finalmente si possa condividere questo tema nel consiglio comunale di Brescia cosi che il Comune stesso, in qualità di socio di maggioranza, possa dare indicazione alle società partecipate di attivare tutte le azioni necessarie per modificare lo statuto al fine renderli conformi a quanto normativamente previsto per la qualificazione di tale forma societaria Benefit.
Paolo Fontana
coordinatore cittadino di Brescia e consigliere comunale di Forza Italia

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