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Lettere al direttore

Ecomafie, l’ambiente diventi un valore costituzionale

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Il rapporto sulle Ecomafie conferma la gravissima situazione ambientale l’illegalità diffusa a Brescia e provincia. Urge, urge che il Legislatore completi l’iter per inserire la tutela dell’ambiente in COSTITUZIONE.
La Lombardia, si diceva, continua ad essere uno dei territori in cui l’illegalità ambientale si dimostra più pervasiva e diffusa: con la nostra provincia Brescia in testa. L’affermazione dell’ambiente come “valore costituzionale”. Queste sono una delle grandi Riforme che l’Europa attende da illo tempore. L’inserimento in Costituzione della tutela della dell’Ambiente, degli Ecosistemi e degli Animali sarebbe straordinario risultato STORICO. E è di aiuto allo straordinario lavoro dell’attività svolta da forze dell’ordine, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Era ora! Spero si arrivi all’approvazione in fretta! Le leggi sono lo specchio di un Paese e dei suoi valori. La Commissione del Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge di modifica della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente, di cui Era ora! Spero si arrivi all’approvazione in fretta in Aula, perché l’iter di modifica costituzionale è lungo e complesso. E’ un risultato storico, che introduce la protezione dell’ambiente e degli animali tra i principi fondamentali del nostro ordinamento: all’articolo 9 viene enunciato infatti che la Repubblica italiana “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni”. In tal modo, si costituzionalizza il principio di solidarietà íntergenerazionale. E che “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali. Sino ad oggi era stata principalmente la Corte Costituzionale, attraverso un’interpretazione estensiva di alcuni articoli, a ricostruire il diritto all’ambiente come connesso alla protezione della salute (art. 32) o del paesaggio (art. 9): per i nostri padri costituenti era infatti impossibile prevedere la centralità che la questione ambientale avrebbe assunto nei ultimi decenni, con la conseguente necessità di assorbire a livello costituzionale ciò che l’evoluzione culturale della società richiede a gran voce. I numerosi i tentativi delle precedenti legislature sono tutti naufragati, nonostante molti ordinamenti europei abbiano da tempo concluso processi di revisione in tal senso: introduzione della tutela ambientale in quello greco, spagnolo, tedesco, francese e di quella animale nelle Costituzioni di Germania, Austria, Svizzera e India, nonché nel Trattato di Lisbona in qualità di esseri senzienti. È del tutto evidente come tale adeguamento non sia più rinviabile, a causa del drammatico manifestarsi delle crisi climatica, ambientale e sociale, tra loro indistricabili e senza precedenti nella storia, che rischiano di compromettere in modo definitivo il destino delle future generazioni a cui questo disegno di legge apre le porte della nostra Costituzione.

 

Di grande rilievo anche la modifica prevista all’articolo 41, che costituzionalizza il bilanciamento necessario tra la libertà dell’iniziativa economica privata e la protezione dell’ambiente, prevedendo che la prima non possa recare danno alla seconda e che possa altresì essere indirizzata a fini ambientali. Le leggi sono lo specchio di un Paese e dei suoi valori. Da questa premessa prende le mosse la riflessione che segue sulla rilevanza del valore “ambiente” così come desumibile dalla normativa italiana e dalla sua applicazione giurisprudenziale. A tal fine, si rende necessario delineare contestualmente l’ambito di questo valore con le sue tante implicazioni, specie con riferimento a quelle di tipo economico oggi imperanti. In proposito, appare del tutto condivisibile il completo approfondimento di tutte le tematiche ambientali operato dalla recente Enciclica Laudato si’, la quale, al di là delle motivazioni e dei richiami strettamente religiosi, evidenzia che l’ambiente non è un valore a sé ma si collega direttamente ed indissolubilmente agli altri valori fondamentali della nostra società, quali la libertà, l’eguaglianza, la giustizia sociale e il diritto alla vita. La protezione ambientale non può essere assicurata solo sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. << L’ambiente è uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente. Ancora una volta, conviene evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti delle imprese o degli individui. È realistico aspettarsi che chi è ossessionato dalla massimizzazione dei profitti si fermi a pensare agli effetti ambientali che lascerà alle prossime generazioni>>? In piena sintonia, peraltro, con quanto, molti anni prima aveva sostenuto Enrico Berlinguer, San Paulus PP. VI, San Giovanni Paolo II si è occupato di questo tema con un interesse crescente. Nella sua prima Enciclica, osservò che l’essere umano sembra «non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo». Successivamente invitò ad una conversione ecologica globale. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi e Papa Francesco di oggi. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dalle ecomafie si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Dimentichiamo che noi stessi siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. Parlando della <<austerità>>. <<L’austerità non è oggi un mero strumento di politica economica cui si debba ricorrere per superare una difficoltà temporanea, congiunturale, per poter consentire la ripresa e il ripristino dei vecchi meccanismi economici e sociali. Questo è il modo con cui l’austerità viene concepita e presentata dai gruppi dominanti e dalle forze politiche conservatrici. Ma non è così per noi. Per noi l’austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L’austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi si manifesta in primis Brescia e il Paese in tutta la sua drammatica portata>>: Le leggi sono lo specchio di un Paese e dei suoi valori.

Celso Vassalini

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