Quantcast

Lettere al direttore

Disagio giovanile e pandemia, giusto discutere con le parti coinvolte

Più informazioni su

Nei mesi caratterizzati dalla pandemia c’è stato un impegno crescente di persone ed associazioni giovanili attive nella società civile, ma accanto a questo non sono inediti gli episodi che segnalano diseguaglianze, esclusione sociale e atti di aggressione con protagonisti gruppi di giovani e di adolescenti.
Questo fenomeno ha certamente un’eco particolare in questo tempo caratterizzato dall’incertezza e povero di politica, nel quale siamo costretti ad adottare misure e comportamenti di non semplice gestione personale che producono ulteriore provvisorietà dei legami e ci caricano di paure.
I provvedimenti assunti per contrastare il diffondersi della pandemia, hanno avuto una evidente ricaduta sul mondo giovanile, ma evidentemente non solo.
Non è possibile affrontare il problema mettendo in atto solo azioni repressive o di contenimento, non è possibile che possa essere preso in carico da una sola componente, che sia la famiglia o la scuola.
Molto interessante è stato il sondaggio “Giovani e pandemia” realizzato dalla cooperativa Sinapsi. I più di 5600 dati raccolti sono un evidente raccordo tra questi stessi giovani, gli adulti, le istituzioni e i media. Degno di essere ricordato è il lavoro di elaborazione e restituzione dei dati, svolto a cura degli studenti e delle studentesse del Liceo Foppa, che nelle parole della direttrice dell’Hdemia SantaGiulia e del gruppo Foppa viene riconosciuto come punto di partenza per avviare un dialogo.

Venendo all’oggi, per comprendere cosa sta accadendo e capire come avviare un processo creativo, l’Amministrazione comunale ha organizzato per lunedì 15 marzo un Convegno, Il disagio giovanile dopo la pandemia nel quale sono intervenuti rappresentanti delle amministrazioni locali, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Giuseppe Bonelli e di professionisti del settore. Hanno contribuito con le loro relazioni Paolo Crepet, psichiatra e sociologo e Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, che si occupa di prevenzione in età evolutiva.
A questo ne seguirà un altro, il 29 marzo, al quale parteciperanno Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano e docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca e presso la Scuola di formazione in Psicoterapia dell’adolescente e del giovane adulto del Minotauro, e Ivo Lizzola, professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo.
È la strada giusta quella di chiamare le componenti coinvolte (genitori, insegnanti, professionisti dell’età evolutiva, operatori sociali, …) per unirle in una progettualità partecipata capace di contenere i profondi disagi delle nuove generazioni e di guardare avanti con programmi di concreta sperimentazione. Interessante potrebbe essere anche la possibilità di aprire ancora un confronto con il mondo giovanile.

Analisi e riflessioni per accrescere dialogo e conoscenza, ma in un post convegno, con il coinvolgimento dei professionisti scelti, sarà fondamentale studiare sperimentazioni concrete, capaci di incidere con un percorso progettato su misura, sul contesto preso in esame.
Dalle idee alle proposte, alle strategie attuabili e misurabili, anche attraverso gli esiti positivi o negativi dell’azione, anche attraverso la valutazione sui risultati raggiunti in rapporto ai fini stabiliti.
L’auspicio è per un Convegno quale occasione per richiamarci all’interdipendenza tra il pensiero e l’azione e per fare luce sulle positività che potremmo mettere in gioco.

Anna Braghini – consigliera comunale Brescia

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.