Lettere al direttore

Seconda ondata Covid: “La Lombardia ha perso troppo tempo”

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(red.) Il Coordinamento del centrosinistra bresciano interviene con una nota sulla situazione degli operatori sanitari alle prese con il Covid-19. La pubblichiamo integralmente.

“Lo diciamo da marzo, non trincee od eroi abbiamo di fronte, ma luoghi di cura e professionisti, gli uni e gli altri meritano il nome e il rispetto che a loro compete, fuori da linguaggi guerreschi davvero lontani, lontanissimi dalle quotidiane esistenze che attraversano i luoghi di cura e si affidano ai professionisti della salute.
I luoghi di cura, tutti hanno necessità di un governo, di un buon governo, che vada dal numero di operatori ed operatrici adeguato, all’utilizzo delle più sofisticate tecnologie. Hanno necessità di una visione che sappia organizzare e prevedere, con intelligenza e coraggio.
Invece in Lombardia abbiamo perso tempo, tanto, troppo tempo e siamo arrivati impreparati alla seconda ondata del coronavirus”.

“Dominano ancora dirigismo e fuga dalle responsabilità, le vite degli uomini e delle donne di Lombardia poco contano: ed ecco che il 26 ottobre esce una circolare del direttore generale welfare della regione Lombardia per cui l’operatore sanitario venuto a contatto con un paziente covid, in attesa dell’esito del tampone continua a lavorare, ma deve rispettare l’isolamento (la quarantena) fuori dal luogo di lavoro.
Curioso? No, sprezzante, dolorosamente sprezzante nei confronti dei professionisti della salute, declassati in un batter d’occhio dal ruolo di “eroi” a pedine giocate da lontano. Sprezzante anche nei confronti dei pazienti, esposti così a un maggior rischio di contagio”.

“Quella circolare va ritirata ora, va ristabilito rispetto e fiducia tra chi governa questa nostra regione e chi lavora ogni giorno perché i suoi cittadini e cittadine siano bene accolti e bene curati.
Ma non basta, si chiede ad operatori ed operatrici di tutti gli ospedali della Lombardia, ora, fuori da qualsiasi disegno programmatore o preordinato, senza neppure un confronto con gli stessi, ora, in pieno rialzo esponenziale dell’epidemia, di supportare le strutture sanitarie, già in sofferenza, soprattutto nelle aree milanese, monzese e varesina e gli ospedali temporanei di Milano e Bergamo.
Si chiede un gesto di solidarietà o si nasconde sotto un velo di non sottile ipocrisia l’assoluta mancanza di programmazione nell’emergenza della regione Lombardia, a marzo, aprile ed ora”.

“Anche perché se si sguarniscono presidi ospedalieri di personale, che ne sarà della capacità di tenuta, ovvero di risposta alla popolazione in termini di salute, non solo di malattia covid, di quegli stessi ospedali?
È stato perso tempo e non si è disegnata una strategia di governo, in termini di assunzione di medici, infermieri, tecnici di radiologia, a seconda del livello di gravita dell’epidemia.
Ancora una volta colpevole impreparazione e tragica superficialità.
Non solo denuncia, a cui non ci sottraiamo certo e siamo qui a dimostrarlo, ma impegno e consapevolezza condivisa, perché si possa cambiare”.

Firmato, i componenti del Coordinamento del centrosinistra bresciano (+ Europa, Articolo Uno, Azione, Brescia per Passione, Civica dell’Area Vasta bresciana, Italia Viva, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Sinistra a Brescia, Sinistra Italiana)

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