Lettere al direttore

Emendamento sulle guardie venatorie volontarie…siamo allibiti

Apprendiamo con stupore che Regione Lombardia con l’emendamento alla Legge Regionale 26/93, vuole introdurre l’obbligo per le “Guardie Venatorie Volontarie” di fare loro indossare un giubbino con relativo cappello con più alta visibilità possibile, e ciò ha creato non poco turbamento visto e considerato che la Lombardia ogni anno si guadagna la “maglia nera” per quanto riguarda il reato di bracconaggio.

Se si considera poi, che il 31% dei reati venatori commessi in Italia è proprio della Lombardia, secondo l’analisi del CABS, è più che mai importante il lavoro prezioso che svolgono la GVV, le quali, per il loro agire capillare e puntuale, hanno concorso alla denuncia per atti di bracconaggio per il 35% .

Come appare chiaro, questo è un modo legale per cercare di NON tutelare certo i cacciatori che operano in conformità di legge e che, quindi, di conseguenza, non dovrebbero temere i controlli.

L’emendamento, qualora approvato, andrebbe invece a favorire l’attività di bracconaggio per cui la Lombardia, ripetiamo, è una delle regioni tristemente note, con il conseguente impoverimento del proprio patrimonio di biodiversità già minacciato da altre pessime pratiche che tanto danno hanno causato in tempi più o meno recenti, dall’agricoltura intensiva, all’impoverimento dei corsi idrici, all’industrializzazione selvaggia.

Vogliamo cercare di far capire agli esponenti Regionali TUTTI che, l’opinione pubblica è stanca di vedere che, tramite sotterfugi, si cerca di difendere l’indifendibile, ovvero la violazione della legalità!

Ci sembra una barzelletta il dover solamente immaginare un guardiacaccia, intento a scovare chi sta compiendo un atto illecito, appostato dietro una pianta o ad un cespuglio spuntare fuori con la visibilità di un catarifrangente!!!!

Di conseguenza il “gentil” bracconiere che abbatte specie protette o usa mezzi vietati, quindi nell’atto di compiere un illecito si farà certamente trovare con le “mani nella marmellata”!!!!

Nei fatti, se la modifica di Legge venisse approvata, l’unico risultato sarebbe di impedire un’efficace attività di vigilanza, che è unicamente fatta di prevenzione ma anche di repressione del bracconaggio: ciò significa che il bracconiere non deve essere “allertato per Legge” dell’arrivo della vigilanza venatoria.

Ci appare una cosa così tanto ovvia da non dover spiegare agli esponenti di Regione Lombardia.

Ma una doverosa domanda ce la poniamo anche perché esce così spontanea che non se ne può fare a meno: “MA CON TUTTI I PROBLEMI DI COVID 19 CHE ABBIAMO IN QUESTO PERIODO NELLA NOSTRA REGIONE, IL DILEMMA FONDAMENTALE E’ COME DEBBANO ESSERE VESTITE E RICONOSCIUTE LE GUARDIE VENATORIE VOLONTARIE???” Non possiamo credere che questo sia un emendamento di vitale importanza. Siamo allibiti.

Pertanto sosteniamo e condividiamo i comunicati di LEGAMBIENTE, GOL, GAIA, ENPA CABS, WWF, LIPU, LAC, LAV. 

 

per Ambiente Futuro Lombardia Imma Lascialfari

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.