Lettere al direttore

Coronavirus, il modello Marocco contro la pandemia

La crisi mondiale legata al covid 19 ci permette di fare una serie di analisi sulle diverse strategie che le varie Nazione hanno messo in pratica per farvi fronte. Vi è il modello adottato da molti Paesi europei , incentrato sulla chiusura e sul distanziamento sociale , vi è però un modello quello marocchino che merita di essere approfondito. Questo per due ragioni: la prima perché attuata in una Nazione che naturalmente è uno snodo tra Africa ed Europa la seconda, perché potrebbe essere una delle buone pratiche sulle quali riflettere non solo (nella malaugurata ipotesi) di una ripresa della malattia ma anche per far fronte ad altre emergenze. Un modello che andrebbe studiato, e qui lancio una prima proposta, anche attraverso (quando sarà possibile) un incontro a livello di regioni italiane ( e credo Lombardia in testa) per mettere a confronto i diversi sistemi, e studiare anche accordi anche a livello locale e regionale per approfondire come si possa fare fronte ad emergenze di questo genere.

Il primo aspetto che è bene sottolineare è stato il “fattore tempo” . Mentre numerose Nazioni hanno anche sottovalutato la possibilità di propagazione del virus, il Marocco ha osservato, fin dall’inizio la pericolosità del Covid 19 attuando, fin da subito come prima misura il blocco delle frontiere, con controlli rigidissimi per gli ultimi arrivi dalle zone infette. La chiusura delle frontiere ha permesso e di fatto l’autoisolamento della Nazione ha permesso di gestire in modo interno la malattia. E allo stesso tempo preservare altre Paesi vicini da possibili contagi.
Il secondo punto solidarietà e comunicazione: Tra le autorità e i cittadini si è creato un “patto sociale” un accordo nel quale si è compreso che lo Stato è formato da cittadini e i comportamenti dei singoli influiscono sulla collettività. Ogni livello della popolazione dalle città alle campagne è stato raggiunto e si è verificato capillarmente che il messaggio fosse stato recepito . I mezzi di comunicazione di massa hanno trasmesso un messaggio chiaro, comprensibile e soprattutto senza polemiche
Terzo pilastro: l’Educazione: gli istituti scolastici e di formazione hanno continuato la loro attività con l’ottica di evitare le diseguaglianze, dovute alla possibilità o meno di avere accesso ad Internet attraverso un canale della televisione pubblica interamente dedicato assicurando educazione a distanza e allo stesso tempo uguaglianza di accesso
Quarto fattore: L’economia: attenzione particolare è stata data sia alla tutela dei lavoratori sia di permettere di mettere in atto politiche per il consolidamento della produzione nazionale di dispositivi nazionali ma allo stesso tempo di dimostrare come la politica estera di Sua Maesta Mohammed VI in questi anni siano state lungimiranti. Infatti, da un lato il Marocco si è posto de facto alla guida delle nazioni africane dall’altro è divenuto un attore per una politica (non solo economica ) multilaterale e crocevia per essere uno spazio di scambio multipolare che vede come protagonisti Europa, Russia ,Cina , Sati Uniti , le nazioni francofone, e il continente africano.
Quinto pilastro: le collettività locali . Lo Stato è gli enti territoriali sono stati i protagonisti di questa emergenza, per raggiungere tutti i cittadini e assicurare con maggiore tempestività ogni fascia della popolazione
Se dovessimo fare un primo bilancio, possiamo dire che tutti questi fattori, sono stati decisivi, e oggi sul fronte sanitario il Marocco sta vedendo i primi segnali della diminuzione della pandemia. In tutto questo la “lezione marocchina” è ricca di spunti e riflessioni che potrebbero essere delle buone pratiche per tutti. Ovviamente non possiamo dimenticare in tutto questo il ruolo di Sua Maesta Mohammed VI che ha seguito fin dall’inizio la gestione della pandemia ma anche del rinnovato “patto civico” tra Monarchia, Stato e cittadini un “patto civico” che ha permesso a tutti di sentirsi responsabilizzati , non dimenticati . Una rinnovato ritorno (in chiave moderna) dello spirito della “rivoluzione del Re e del Popolo” questa volta non contro una occupazione ma contro un avversario più insidioso , e più temibile. Una rivoluzione ancora vinta dalla spirito di unità tra Monarchia e popolo
In chiusura , il modello Marocco andrebbe studiato e approfondito , e l’invito o meglio il suggerimento che mi sento di fare è che appena sarà possibile si possa tenere , magari in Lombardia che, è stata la Regione maggiormente colpita un forum dove presentare sia l’esperienza del federalismo marocchino e anche il modello di gestione della crisi.

Marco Baratto
Incontri Culturali Franco Italiani

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