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Lettere al direttore

Centro Covid al Civile di Brescia, la protervia di Regione

Regione Lombardia, e la dirigenza degli Spedali Civili di Brescia, stanno affrontando il problema della creazione di un’unità Covid-19 all’interno dell’ospedale cittadino con la stessa protervia ampiamente dimostrata fin dall’inizio della crisi sanitaria.

Infatti, nonostante la netta contrarietà di tutti i sindacati, degli Ordini professionali di medici e infermieri, dell’Amministrazione comunale, procedono indefessi verso la realizzazione del folle progetto di costruire il reparto specializzato di trattamento dei contagiati Covid-19 nel cuore dell’edificio storico dell’ospedale, nell’ala che si sviluppa intorno alla scala 4.

Questo significa collocare all’interno dell’edificio degli Spedali Civili tutto il reparto in cui saranno concentrati i pazienti colpiti dall’infezione Covid-19 per i prossimi mesi e forse anni.

I Socialisti bresciani condividono le forti critiche dei sindacati, dei medici, degli infermieri, e considerano la scelta della direzione dell’ospedale e della Regione un’autentica follia: come si può pensare, avendo delle credibili alternative, di collocare un reparto infetto nel cuore di un ospedale che deve trattare migliaia di pazienti non infetti. La soluzione scelta va contro ogni basilare principio di emergenza sanitaria infettiva.

Per ragioni che non vengono credibilmente spiegate, si espone la popolazione dei malati e dei sanitari a una serie di problematiche:

–        una pericolosa promiscuità tra pazienti Covid e non Covid;

–        la sostanziale impossibilità di avere percorsi segregati tra persone infette e persone non infette, soprattutto per accesso ai servizi di diagnostica; un problema già attualmente presente;

–        una pericolosa promiscuità di personale che cura pazienti Covid con personale degli altri reparti: mensa, spogliatoi, altri servizi;

–        la prevedibile e comprensibile paura che l’utenza dell’ospedale svilupperà per la presenza, nella medesima struttura ospedaliera, di un reparto Covid.

Eppure, una diversa soluzione, che consentirebbe di evitare le problematiche evidenziate, è tutt’altro che impraticabile: oggi, il reparto infettivi degli Spedali Civili è, logicamente, collocato in una palazzina separata, che ospita anche il reparto di psichiatria. È possibile, con gli stessi costi e gli stessi tempi nei quali ci si propone di realizzare il reparto Covid nell’edificio storico alla scala 4, destinare tutta la palazzina del reparto infettivi al reparto Covid, trasferendo il reparto di psichiatria nei locali della scala 4 o altrove,  con la ristrutturazione anche di una serie di ambienti, come gli ambulatori, recuperabili come stanze di degenza.

In ogni caso, se nel tempo l’esigenza travalicasse i limiti dimensionali della palazzina infettivi, la cui razionalizzazione consente, comunque, di far fronte al bisogno immediato in tempi rapidi, in città non mancano gli edifici già sanitari, in cui realizzare un grande reparto isolato e autonomo: dal Ronchettino a Sant’Orsola o all’ex ospedale dei bambini.

 

Il potere sanitario regionale, anche in questo caso, mostra la chiusura e l’autoreferenzialità che pratica da troppi anni, e che, nella gestione dell’emergenza in atto, ha dimostrato drammaticamente i suoi limiti, pagati carissimi dai bresciani e da tutti i lombardi.

Rimane, infatti, incomprensibile la chiusura del potere sanitario all’adozione di protocolli che, oltre a essere intuibilmente utili, sono sperimentati altrove con risultati assai migliori di quelli che abbiamo sotto gli occhi in Lombardia:

–        lo screening della situazione sanitaria di tutto il personale degli Spedali Civili, sottoponendo a tampone tutto il personale che lavora all’interno del nosocomio; è, infatti, assai più che probabile un’alta percentuale di positivi, anche se non sintomatici, potenziali diffusori del virus;

–    una fortissima riduzione dei tempi di ottenimento dell’esito dei tamponi sul personale, oggi disponibili solo dopo giorni, nel corso dei quali i positivi inconsapevoli sono involontario veicolo di diffusione dell’epidemia.

Brescia, 10 aprile 2020

 

                                                                                                                                     Lorenzo Cinquepalmi                                                                                                                                                                    Segretario della Federazione PSI Brescia

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