Lettere al direttore

Nilde Jotti, un ricordo macchiato dal commento su una fiction

Egregio Direttore,
venti anni fa moriva Nilde Jotti partigiana, madre costituente, prima donna Presidente della Camera, sempre a fianco delle donne per la difesa e il riconoscimento dei loro diritti, una delle più grandi personalità politiche  che il nostro paese abbia mai espresso.
Il sedicente giornalista di “Libero” Giorgio Carbone, commentando la fiction su Rai1 su Nilde Jotti, la definisce “una bella emiliana, grande in cucina e grande a letto”. E’ un atto indegno nei confronti di tutte le donne, che ancora oggi sono costrette a subire giudizi sul loro corpo, senza alcuna considerazione per quello che pensano e agiscono.

Appare evidente come al signor Carbone manchi tutto ciò che in Nilde Jotti c’era, intelligenza, cultura, sensibilità e soprattutto capacità di interpretare i fatti della politica. In un paese in cui ogni 3 giorni si uccide una donna, ogni giorno tante, troppe donne sono violate nel corpo e nell’anima, in cui il gap salariale tra uomini e donne corre su cifre inimmaginibili per gli altri paesi europei colgo l’occasione per suggerire al giornalista non solo di scusarsi con Nilde Jotti, ma di farlo con tutte le donne.

Donatella Albini
Laura Parenza

Brescia, 6 dicembre 2019

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