Lettere al direttore

Sin Caffaro, Del Bono inasprisca le ordinanze

caffaro brescia Sin Le città di Taranto e di Brescia sono tristemente accomunate dal fatto che in entrambe esiste da anni un’emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da diossina e da pcb (policlorobifenili), ma mentre a Taranto la legge si applica rendendo inaccessibili le zone inquinate, a Brescia, dove le concentrazioni soglia sono molto al di sopra rispetto a Taranto, la popolazione residente può accedere e portare anche i bambini.
Il Movimento 5 stelle, dopo avere chiesto già nel mese di febbraio 2014 di revocare l’ordinanza che riapre alcuni parchi pubblici altamente contaminati da pcb, e dopo il netto diniego da parte del sindaco Del Bono, si unisce oggi ai comitati ambientalisti, ai genitori oltre che a Medicina Democratica, e rilancia le loro legittime preoccupazioni per il rischio a cui sono quotidianamente sottoposti tutti i cittadini a causa di un assurdo ed inconcepibile atteggiamento degli enti preposti che da anni sono inattivi se non sul fronte della minimizzazione del problema, o addirittura del negazionismo. Dopo il caso dell’Ilva a Taranto è stato accertato un inquinamento molto grave, ma di gran lunga inferiore a quello bresciano, ma lì i parchi sono stati da subito interdetti in tutela della salute dei cittadini.
E’ davvero difficile capire secondo quali principi, a pochi giorni dal suo insediamento, il 24 luglio 2013, il sindaco di Brescia Del Bono, abbia emesso l’ordinanza che ha dato il via libera all’accesso in aree con concentrazioni superiori ai limiti di legge per i Pcb e le diossine. Zone contaminate che prima erano formalmente interdette con ordinanza “contingibile e urgente” ora sono accessibili anche dai bambini. Né è comprensibile il perché questa decisione sia stata presa senza una puntuale analisi di rischio “sito-specifica”, quando il Sindaco dovrebbe sapere molto bene ciò che è ormai risaputo, ovvero che nella città di Brescia esiste da anni una conclamata emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da pcb (policlorobifenili), che interessa vaste aree dove vivono più di 25 mila persone; non solo per quanto riguarda le diossine, secondo i dati raccolti dal Comitato per l´ambiente Brescia sud, la nostra città sarebbe addirittura la capitale mondiale di questo inquinamento. E come è tristemente noto a tutti queste sostanze sono altamente cancerogene. Le istituzioni pubbliche, in primis il sindaco, dovrebbero avere come primo obbligo quello di tutelare la salute dei cittadini bresciani, soprattutto in una città dalle enormi criticità ambientali quale Brescia, applicando con rigore estremo il principio di precauzione.
Per questo abbiamo presentato un’interrogazione sia al comune, per chiedere principalmente chiarimenti sulle motivazioni del l’ordinanza e per cercare di convincere il sindaco a revocarla urgentemente, sia al Governo perché faccia chiarezza, ma soprattutto perchè siano presi i provvedimenti del caso per salvaguardare davvero la salute dei cittadini di Brescia.
———————
I Portavoce Bresciani del Movimento 5 Stelle
Giorgio Sorial -Laura Gamba -Ferdinando Alberti -Tatiana Basilio -Claudio Cominardi -Vito Crimi-Giampietro Maccabiani

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.