Lettere al direttore

Prc: patto educativo congruente con la pedagogia neo-liberale

Più informazioni su

(red.) Il «patto educativo» proposto da Matteo Renzi a docenti, famiglie e studenti è un progetto di società, e non solo scolastico, congruente con la pedagogia neo-liberale che il presidente del Consiglio vuole applicare all’intero paese.
Ispirato alla «meritocrazia», il governo propone uno scambio ai 150 mila docenti che ha annunciato di volere assumere da settembre 2015: un posto di lavoro, ma a condizioni salariali bloccate per nove anni, e in più chiede la disponibilità ad essere flessibili geograficamente. Stipendi ridotti e mobilità dettata dalle esigenze della scuola-azienda.
In questo modo Renzi si propone di rendere efficiente lo Stato per gestirlo come un’impresa. La volontà di utilizzare solo il concorso per l’assunzione è un buon punto di partenza. Ma troppi sono i punti oscuri: le risorse non si comprende da dove possano essere reperite. La questione del merito è poi demandata alla volontà del dirigente scolastico: un merito arbitrario e quindi completamente errato.
La scuola ha sì bisogno di una grande riforma, ma in primis ha bisogno di grandi investimenti e di essere rilanciata non solo a parole ma con fatti concreti, ridando dignità ai tanti insegnanti che ci lavorano partendo dal loro rinnovo del contratto bloccato ormai da più di 7 anni.

Andrea Sciotti, responsabile scuola Regione Lombardia Partito Rifondazione Comunista

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.