Lettere al direttore

Balneabilità lago di Garda, inopportune dichiarazioni di Rosa Leso

Inopportune ed inaccettabili le dichiarazioni da parte  della sindaca Leso apparse sulla stampa in riferimento ai risultati della analisi di Legambiente sulla balneabilità delle acque del Garda.
Si legge dalla pagina bresciana del Corriere della Sera: l’obiezione da parte della signora Leso sul fatto che Legambiente fa sempre le analisi in piena stagione: un periodo inopportuno – e continua – I turisti non distinguano tra torrenti inquinanti e spiagge pulite. Il timore è che decidano di non venire più sul Garda”, indi per cui consiglia di “evitare queste sparate”.
Credo che sia doverosa una rettifica ed una immediata smentita da parte della stessa sindaco così da poter considerare queste dichiarazioni una semplice leggerezza  o una banale distrazione dettata magari dall’euforia della festa Democratica che la vede ben impegnata in questi giorni.
Chiariamo alla signora sindaca che le analisi dell’acqua condotte da Legambiente servono a mettere in evidenza la balneabilità o meno dell’acqua del lago e fanno riferimento principalmente ai residui fecali presenti. Ci dicono, quindi,  se in una certa zona del lago c’è o no la condizione per poterci fare il bagno. Pertanto, quando dobbiamo sapere se il bagno nel lago lo si può fare oppure no? A gennaio o a luglio? Forse, signora sindaca, proprio a luglio.
A prescindere poi dal risultato delle analisi, positivo o negativo che sia sarebbe interessante che la signora sindaca ci chiarisca lei se nella sua scala delle priorità  al posto numero uno sta la salute delle persone nonché la qualità della loro vita, gardesani o turisti che siano, oppure il flusso di cassa dell’economia gardesana? Senza togliere nulla a nessuno credo che prima di tutto venga la salute.
Chiariamo alla signora sindaca che la tutela dell’economia gardesana va intrapresa prima di tutto con la tutela dell’ambiente, con la tutela del lago, con la salvaguardia dell’acqua del lago e non mettendo la testa sotto la sabbia o nascondendo la polvere sotto il tappeto. Pertanto sarebbe atteggiamento responsabile per un amministratore voler capire quali sono le reali cause che hanno portato ad avere i risultati pubblicati da Legambiente, e verificare quanto incida  la presenza di uno scarico a dir poco anomalo proprio lì dove il lago risulta non balneabile. Ha verificato per caso la signora sindaca se già più volte quello scarico “anomalo” è stato segnalato da qualche cittadino alle autorità competenti?
Il caso (eufemismo, non è un caso)  vuole che a Rivoltella, l’acqua del lago, non sia balneabile proprio in corrispondenza della foce del canale all’altezza di via Agello-via Giulio Cesare. Forse non serviva nemmeno Legambiente per dire ciò: lo sta già gridando da tempo  il canneto in quella località, proprio quel canneto la cui tutela  in un passato non molto remoto è stata strumentale alla visibilità politica di qualche amministratore e che ad oggi, a buon risultato politico ottenuto, non ha più ragione di essere perseguita. Quel canneto si sta riducendo a vista d’occhio, proprio lì dove lo scarico “anomalo” in caso di pioggia sversa in acqua di tutto e di più!
Il manuale del buon sindaco, in una situazione del genere credo che preveda l’assunzione di una posizione più responsabile,  rispetto a quella assunta dalla stessa signora Leso che come al suo solito parte e va all’attacco. La posizione responsabile sarebbe stata quella di  dichiarandosi interessata se ci possono essere o meno delle reali motivazioni che causano  quei risultati di acque non balneabili, allo scopo di intraprendere al più presto dei provvedimenti risolutivi.
Senza voler esagerare e chiedere troppo,  ma…sentito suonare il campanello d’allarme della goletta verde e alla luce degli spiacevoli episodi che vedono talvolta interessato il lago (come lo sversamento liquami attraverso il rio Maguzzano di qualche mese fa) sarebbe stato auspicabile da parte della signora Leso, o nel caso ci fosse ancora, del suo assessore all’ecologia, fare esplicita richiesta  alle autorità competenti che la qualità dell’acqua del lago non sia valutata solo in base alla balneabilità, quindi alla presenza di residui fecali – Enterococchi o Escherichia coli-  ma facendo pure un’indagine di tutte le sostanze che possono essere presenti nell’acqua: metalli pesanti, nitrati  o qualsiasi altra sostanza che può essere dannosa per il lago e per la salute umana. E’ pur vero che la indagini fatte  rispettano  le indicazioni europee, ma è indubbio che analisi più approfondite dei parametri europei (per altro abbastanza alti) possono essere più rassicuranti per tutti. Quanto successo poi tra ieri e l’altro ieri tra Manerba ed il Desenzanino, va a sostenere questa tesi.
C’è ben poco credo da accusare Legambiente (tra l’altro neanche tanto distante dal PD) di lanciare “sparate”…credo piuttosto ci sia molto da fare. Soprattutto, signora Leso, c’è da cambiare metodo. Mi perdoni, lei dovrebbe cambiare metodo, se non vuole che la città che lei amministra resti il fanalino di coda del comprensorio Gardesano e che la sua amministrazione sia davvero ricordata come la peggiore amministrazione di centro sinistra che ha amministrato Desenzano. C’è da cambiare metodo, perché gli altri non fanno sempre e solo “sparate”, ma, per il bene della città in cui vivono, possono avanzare suggerimenti, proposte, valutazioni e sottoporre all’attenzione di chi amministra problemi da risolvere e situazioni da migliorare. Il suo metodo del Fumus persecutionis non porta da nessuna parte!

Igor Bulgarini
CIRCOLO SEL BASSO GARDA – DESENZANO

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.