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Lettere al direttore

Exa non si farà: una bella notizia per il 2014

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Quest’anno EXA, l’esposizione bresciana di armi, non si farà. Quasi tutti gli organi di informazione ne hanno dato la notizia con rammarico. Per noi , invece, è una buona notizia. Ci auguriamo che nel mondo non vengano più né usate né costruite armi. Ci auguriamo quindi che Brescia (soprattutto il distretto di Val Trompia) esca da questo settore. Se infatti la meccanica armiera ha rappresentato nel passato un motivo di vanto per la nostra industria, oggi non lo è più, anzi dovrebbe diventare un motivo di rivolta morale.
 Secondo i recenti dati OPAL (Osservatorio Permanente Armi Leggere) i maggiori clienti extra UE delle armi bresciane nel triennio 2011-2013 sono stati nell’ordine: USA, Turchia, Russia. Ora, non è ipocrita dolersi acerbamente delle stragi nella scuola di Newtown (20 bambini e 7 adulti uccisi) in USA o delle miserevoli condizioni dei milioni di profughi siriani o della proditoria invasione della Crimea, quando vendiamo allegramente armi agli statunitensi, ai turchi (fortemente coinvolti in Siria), ai russi, badando solo agli affari e persino, è il caso del Libano, aggirando gli embarghi di ONU e UE? Ancora: non è colpevole doppiezza presentare ai giovani la pace come valore e poi invitarli ad una mostra che offre strumenti di violenza contro uomini e contro animali?
 Resta il problema del lavoro. Se vogliamo davvero preservarlo, occorre cambiare. Per ragioni ideali: il lavoro umano merita migliori fini del procurare la morte; il lavoro umano ha lo scopo di accrescere la bellezza e la vivibilità del mondo. Occorre cambiare anche per ragioni pratiche: le armi non danno più occupazione; EXA quest’anno è stata sospesa perché la Beretta si è ritirata, avendo deciso di mollare Gardone VT e di delocalizzarsi in Turchia, Russia, Sudafrica, USA. Con fantasia e buona volontà, mediante una concreta concertazione fra privati ed enti pubblici, siamo sicuri che si potrebbero trovare nuovi spazi per un lavoro dignitoso per le persone, rispettoso per l’ambiente naturale, promotore di pace e di giustizia nel mondo. È una sfida formidabile, ma speriamo che siano in tanti a raccoglierla.
 In conclusione un’ultima riflessione: la ” brescianità” non esporta nel mondo solo strumenti di dolore e di morte, ma, anche e per fortuna, esporta missionari e missionarie, laici impegnati nelle ONG, testimoni delle beatitudini della povertà e della mitezza e di una cultura accogliente e fraterna: questa è l’eccellenza bresciana di cui andare fieri!
Con stima,

Pax Christi, Punto Pace di Brescia
Emergency, Brescia
Libertà & Giustizia, Brescia
Nuova Resistenza, Brescia
Movimento Nonviolento, Brescia

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