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Lettere al direttore

“Impianto biogas Lonato, aprire un dibattito”

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Nell’affollata assemblea tenutasi il 23 ottobre al Palazzetto di Lonato per ribadire le ragioni della contrarietà al gassificatore che si vorrebbe realizzare in località Campagnoli sono emerse con chiarezza, dalle
relazioni tecniche, le motivazioni dell’inopportunità di insediare tale impianto industriale in un territorio già pesantemente inquinato e destinato a vocazioni diverse da quella del trattamento di rifiuti di
qualsiasi genere.
Tali ragioni sono state condivise oltre che dall’Amministrazione di Lonato anche da una serie di rappresentanti di alcune Amministrazioni limitrofe che nell’assemblea hanno ribadito la loro contrarietà al progetto. Sottolineando la positività di tale atteggiamento riteniamo però utile fare alcune riflessioni che aiutino a raggiungere l’obiettivo di evitare l’ennesimo sopruso ai danni dei cittadini e del territorio e provino a riportare la politica e le Amministrazioni a riappropriarsi del ruolo che gli è proprio e che troppo spesso di questi tempi viene meno: quello di rappresentanti democratici dei territori. Per fare ciò è indispensabile la massima trasparenza e chiarezza degli atti e per questo vanno evitate ipocrisie populiste e vanno individuati percorsi partecipati, concreti ed incisivi.
Nel merito: la posizione espressa dagli Amministratori per non essere considerata un mero tentativo di “salvare la faccia”, deve rapidamente trasformarsi in opera di pressione non solo presso le Istituzioni superiori (Provincia e Regione) ma anche nei confronti dei Dirigenti e degli Amministratori delle forze politiche di riferimento, che hanno responsabilità decisionali in merito al progetto, altrimenti rifugiarsi dietro il luogo comune “l’ambiente non ha colore” è un atto di pura demagogia da inutilizzare ritualmente nelle occasioni pubbliche. Tali pressioni vanno ribadite anche per correggere le storture normative che permettono, con deroghe e semplificazioni procedurali a questo tipo di attività nocive per la salute dei cittadini ed eufemisticamente critiche per l’ambiente, di proliferare alimentando il già elevato tasso di inquinamento del territorio a dismisura, portando a Brescia e la sua provincia ai vertici della non invidiabile classifica di zona ad alta concentrazione di impianti di trattamento rifiuti.
Ulteriori riflessioni sono poi opportune in merito al presunto recupero energetico che si otterrebbe con questi impianti. Recupero effettivo? Pratica virtuosa? E’ più l’energia recuperata o quella dispersa? E’ solo un modo per accedere a finanziamenti pubblici o di aggirare la normativa europea sui nitrati o si tratta di pratiche ambientalmente utili? Esistono altre modalità di trattare le biomasse?
Domande alle quali la politica dovrebbe rispondere con uno strumento che appare sempre più tralasciato dagli organi istituzionali: la pianificazione. Pianificazione energetica: Serve energia? Come la produciamo, per cosa la produciamo, come la usiamo, per quale futuro. Pianificazione ambientale: Quale uso del territorio, ulteriore consumo di suolo o recupero del degrado, uso della campagna intelligente o aggressione intensiva a scopi produttivi, vocazione turistica “dolce” di salvaguardia e valorizzazione o aggressiva di massa.
Pianificazione Produttiva: Si esce dalla crisi con logiche industrialiste terzomondiste che prevedono impianti malsani a bassa tecnologia o si punta su ricerca, informatica, energia pulita, trasporti sostenibili e ambiente.
Aprire un dibattito serio e partecipato con i cittadini su queste tematiche è la modalità , a nostro giudizio, non solo per evitare di continuare a perseguire pratiche sbagliate come l’impianto proposto a Lonato, ma anche per recuperare un rapporto con la realtà del territorio di cui la politica ha urgente necessità.

Fiorenzo Bertocchi

Segretario Prc di Brescia

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