Lettere al direttore

Liquidità: le imprese che investono siano valorizzate

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Favorire la liquidità, non basta!
Un miliardo da Finlombarda per favorire il fabbisogno di liquidità delle imprese; questa l’iniziativa della Regione Lombardia per sbloccare i crediti che le imprese vantano nei confronti della P.A. La presentazione del provvedimento al Pirellino ha ricevuto il plauso delle Associazioni Datoriali bresciane, che vedono nel provvedimento un anticipo dei crediti da tempo rivendicati.
La perplessità della Cgil sul provvedimento è quella di non aver previsto da parte della Regione alcun condizionamento o, se preferibile, alcuna posizione di vantaggio per quelle imprese che intendono investire. E più precisamente per quelle imprese che, vedi Piano per il Lavoro della Cgil e Piano per il Paese di Confindustria, che intendono investire in eco-innovazione di prodotto e di processo, o in nuove attività in quei settori oggi considerati trainanti sui mercati internazionali.
Non è in discussione la rivendicazione delle imprese, tantomeno le iniziative di supporto alla loro liquidità. Tuttavia, grazie anche alle esperienze realizzate nel periodo di crisi, (es.sistema confidi) e considerando i 350 md di euro trasferiti all’estero quale indicazione di una situazione di liquidità disponibile da parte del sistema di credito italiano per l’impresa, la questione principale da affrontare per riscattare la realtà produttiva dalla crisi, resta quella di favorire gli investimenti in maniera mirata.
Se consideriamo che dal 2008 al 2012 la Lombardia ha perso il 21% della sua realtà produttiva e che, quanto a capacità di innovazione, il tasso registrato dalle imprese lombarde si ferma al 10% contro la media Europea del 35-40%, non è difficile dedurre come, stante l’attuale situazione, il sistema produttivo lombardo non ce la faccia a trascinarci fuori dalla crisi. Ciò nonostante le performance positive che pur vivono al suo interno.
Alle considerazioni della CGIL, Beccalossi e Bordonali non hanno risposto, salvo proporre l’elenco delle iniziative, per altro già note, promosse dalla Regione nei suoi primi 100 giorni in materia di ammortizzzatori sociali e di contrasto alla disoccupazione. Provvedimenti che nell’aggravarsi della crisi sociale e occupazionale non saranno sufficienti.
In assenza di investimenti nella direzione indicata, l’aumentata liquidità per le imprese non produce automaticamente dinamiche economiche positive e, nel peggiore dei casi, la dispersione di risorse finanziarie in tempi di scarsità, può favorire la crisi e le sue ricadute in termini di impoverimento, ridimensionamento produttivo e perdita di posti di lavoro.

Oriella Savoldi, Cgil Brescia

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