Lettere al direttore

Bragaglio (Pd): “Nomine illegittime nel cda di Bs Infrastrutture”

La nomina del consiglio di amministrazione di “Brescia Infrastrutture” sta assumendo le caratteristiche d’una gravissima forzatura, voluta dal sindaco Adriano Paroli, in presenza  inoltre d’una illegittima applicazione della legge. Questa logica inaccettabile si è evidenziata nei termini d’una nomina già effettuata e pubblicata sul sito del comune, riguardante Andrea Gervasi, in qualità di presidente, ma poi cancellata in quanto non avvenuta.
Motivi di correttezza e di opportunità politica fanno ritenere grave una tale decisione, a maggior ragione se assunta a poche ore ormai dalle elezioni amministrative, nel tentativo di imporre, al vertice di una delle più importanti società comunali, e in spregio al prossimo voto dei cittadini, la decisione di una giunta municipale ormai scaduta, e nella logica scandalosa di un vero e proprio scambio di natura elettorale.
Motivi, poi, di carattere giuridico evidenziano una palese illegittimità dell’atto che prevede nel Cda la presenza – già ipotizzata – di due Dirigenti comunali.
In effetti il D.L. 95/2012 (art. 4), con la spending review prevedeva nei C.d.A.  la presenza di due dirigenti comunali. Rimuovendo così le incompatibilità per i Dirigenti, mentre invece tali incompatibilità rimanevano – e per molti aspetti rimangono – per gli altri dipendenti comunali. Ma il successivo D.Lgs. 39/2013 (art. 12 c. 4) esclude espressamente tale possibilità, ripristinando tale incompatibilità tra dirigenti e carica di consigliere di amministrazione. Come peraltro è esplicitamente affermato dal Segretario Comunale, dr. G.Andolina, nella comunicazione inviata all’intero Consiglio Comunale (3.5.13).
Non è questa la sede per discutere le ragioni d’una radicale modifica di posizione da parte del Legislatore. Sta di fatto che la norma del D.Lgs. 39/2013, successiva al D.L. 95/2012, è a tutt’oggi la sola applicabile.
Oltre agli aspetti politici, che da soli impedirebbero ad una giunta ormai in scadenza, di procedere a nomine così rilevanti, sono altresì chiari gli elementi di illegittimità e di incompatibilità per i dirigenti. Quindi, altrettanto evidente la responsabilità che, a diverso titolo, investe direttamente i vari soggetti, siano essi quelli deliberanti, o di garanzia della legalità degli atti o di controllo societario, nonché gli stessi dirigenti, a fronte anche delle incompatibilità formalmente rilevate e, di conseguenza, delle azioni di tutela giurisdizionale attivabili per far rispettare la legge.
A fronte della procedura irregolarmente attivata, anche con riferimento alla nomina dei due dirigenti, il gruppo consiliare del Pd ha formalmente e urgentemente richiesto al segretario generale la conferma del parere, già espresso, in merito alla loro incompatibilità, anche al fine di dover attivare, da parte sua, nel merito dell’irregolarità della procedura atti conseguenti.

Claudio Bragaglio, consigliere comunale del Pd di Brescia

 

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