Lettere al direttore

Emergenza sfratti, Bragaglio: “Rolfi? Straparla”

Si può o meno condividere una posizione, ma suggerisco a Rolfi di non parlare di cose che non sa. Almeno senta prima l’assessore leghista alla casa, Bianchini. Eviterebbe l’ennesima figuraccia. Infatti sull’interpellanza del centro sinistra riguardante l’emergenza sfratti risponde con il ritornello suo di sempre contro gli stranieri, parlando di cose che c’entrano un bel nulla. Insomma straparla!
Insiste solo sulla questione dei 5 anni di residenza per gli stranieri previsti per l’edilizia pubblica (ERP, Aler). Che c’entra? Nulla. Si dà il caso che gli sfratti per morosità incolpevole trattati nell’interpellanza (in un anno: 676 in città) non riguardino l’edilizia sociale, ma solo i rapporti tra inquilini e proprietari privati. Cosa c’entra la sua filippica sull’Aler e i 5 anni di residenza? Niente!
Infatti i criteri stabiliti nel “procedimento del contenimento degli sfratti” (che prevede per un aiuto del Comune  5 anni di residenza e 10  per stranieri della provincia) sono stati stabiliti non dalla Regione (che peraltro vede dal 2000 al governo la Lega),  ma da Rolfi stesso e dalla sua Giunta. E’ lui che  li ha votati. Quindi sta intervenendo martellando le sue dita e pure quelle del povero ed inconsapevole Bianchini. Convinto, ovviamente, di martellare le dita altrui. Anche se capisco che per  vicesindaco che riesce ad incolpare Monti per un’aggressione su un bus di Brescia, è cosa da dilettanti!
Non mi stupisco che Rolfi non spenda una sola parola nel merito degli sfratti, che riguardano bresciani e stranieri. Nulla sul perché i soldi stanziati dal Comune  per gli sfratti (circa 250 mila) non siano stati spesi.  Nulla sulla necessità di cambiare un meccanismo voluto dalla sua Giunta, che non funziona. Nulla sul fatto che l’attuale Giunta ha ridotto nel PGT l’edilizia sociale. Nulla sul fatto che prima con la Giunta Corsini 2500 famiglie in affitto con privati (italiani e stranieri) ricevevano un contributo ed oggi si son ridotte a 300.
Altro che slogan: “prima i nostri”, Rolfi vuole: “solo i nostri”. E neanche tutti, “solo i miei”! E getta benzina sulla guerra tra i poveri. E per gli “stranieri” che lavorano come badanti,  muratori  nei cantieri, operai nelle aziende, mungitori nella Bassa? Solo i ponti del Mella? Pensate sia la follia di Adro il modello per Brescia?
E se con la Giunta Corsini in 5 anni sono aumentati gli stranieri di 8 mila unità e Rolfi allora ci ha spiegato che li aveva chiamati Corsini. Oggi che con la Giunta Rolfi sono aumentati, nonostante la crisi economica, di altri 8 mila che dovremmo fare? La stessa demenziale considerazione, che li ha voluti Rolfi?
A Rolfi interessa solo un messaggio elettorale. Se poi deve  straparlare, lui lo fa. Ma è pericoloso soffiare sul fuoco della discriminazione e della guerra tra poveri. “Non si tratta di razzismo”, dice Rolfi. Conoscendolo, gli vorrei credere, ma anche sinceramente  chiedere: se – come dici – non ci sei, allora perché ci fai ?!
Il 27, nel “giorno della memoria”, abbiamo sentito pianti di parole. Molte parole sincere, ma alcune no. Perché gli ebrei di ieri sono, in casa nostra, gli stranieri di oggi.

Claudio Bragaglio Consigliere Comunale P.D.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.