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Lettere al direttore

Primarie, Recupero (Ali): “Avanti così e non cambierà mai nulla”

Gentile Direttore,
chiedo di poter usufruire di un piccolo spazio su questa rubrica per esprimere alcune considerazioni in merito al risultato delle primarie del PD. La domanda che è sorta spontanea nel vedere la conclusione di questa inutile corsa è la seguente: di quante prove abbiamo ancora bisogno per capire che dentro i partiti attuali è fisiologicamente impossibile cambiare qualcosa?
La “macchina” del PD ha maciullato la voglia di cambiamento di Renzi e dei “renziani”, che pur essendo maggioritaria nel Paese non riesce ad esserlo dentro le strutture partitiche; il PDL si contorce ogni giorno di più nella frustrazione di giovani ( tali solo anagraficamente) sprovvisti del coraggio per mette nell’angolo il “grande capo” ed un Silvio Berlusconi ormai resosi conto di aver creato dietro di se solo dei burattini che non saranno mai in grado di vincere alcuna elezione.
Renzi ha perso, ma se anche avesse vinto questa vittoria non sarebbe stata l’inizio di un cambiamento ma la certificazione di un cedimento alle vecchie regole della politica: nei partiti attuali se si vince è solo perchè ci si è fatti assorbire dal sistema e non perchè si è pronti a cambiarlo.
Solo costruendo una nuova forza politica, con nuove regole, nuovi volti, nuove idee, che sia in grado di rendersi credibile come alfiere del cambiamento cominciando a cambiare se stessa, noi avremo la possibilità di salvare la politica ed il Paese dalle sabbie mobili in cui stanno sprofondando.
Mi rifiuto di credere che un progetto di questo genere possa essere realizzabile solo da un comico; in Italia esistono tanti giovani e meno giovani preparati, che hanno fatto sacrifici per essere degni e competenti di rappresentare gli elettori, i quali potranno cambiare questo Paese se solo troveranno il coraggio di abbandonare qualsiasi sicurezza di posti e posticini é la smetteranno di cercare un grande leader nazionale, un salvatore della patria venuto dall’alto che tracci la via per tutti. Il Paese va cambiato dal basso grazie a gente comune ma preparata, appassionata ed innamorata di questa Italia, che decida di tracciare da se la strada del cambiamento, fuori da quegli schemi partitici che possono solo essere lo strumento per perpetrare lo status quo.

Luigi Recupero Ali

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