Fillea Cgil di Brescia: “Un tavolo per salvare il marchio Botticino”

Il sindacato: "un pezzo importante della storia del nostro tessuto industriale, da tutelare come i posti di lavoro".

(red.) Destano preoccupazione diverse situazioni dei settori seguiti dalla Fillea Cgil di Brescia. Innanzitutto la mancata firma del contratto collettivo nazionale del settore legno, con la conseguente gestione dei problemi all’interno delle aziende. In secondo luogo, rimane aperta la crisi del marmo con i lavoratori ancora in cassa per l’emergenza Covid, con molti clienti esteri che – anche qualora si dovesse tornare a cavare – sono comunque impossibilitati a venire sul luogo per visionare i materiali e i prodotti. Ad aggravare questa situazione di stallo si aggiunge la decisione del Consiglio di Stato di rinviare l’udienza sul bando Botticino al 2021.
La Fillea chiede da tempo che venga creato un tavolo provinciale e regionale per affrontare questa situazione preoccupante. “Lo ribadiamo ora: insieme alla necessità di salvare i posti di lavoro, il nostro appello chiede che venga salvato anche il marchio del Botticino, un pezzo importante della storia del nostro tessuto industriale”.

“In un contesto così critico”, si legge nella nota sindacale, “guardiamo con favore ogni strumento utile a fare ripartire il settore delle costruzioni e l’economia: esprimiamo dunque un giudizio positivo sul Supebonus 110%, una misura che va ad agire sul recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Vista l’importanza del provvedimento, la Fillea Cgil di Brescia lancia la proposta ad Ance, alla Cassa e alla Scuola edile di Brescia: “Lavorare insieme al sindacato per stilare una lista di imprese qualificate e serie a cui i lavoratori e cittadini possano appoggiarsi senza indugio, scongiurando così il rischio di eventuali truffe”.

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