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Il consumo idrico sul territorio è aumentato negli ultimi anni?

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    (red.) L’acqua è un elemento vitale per gli esseri umani, sia perché il loro corpo ne contiene il 70-75%, e dunque dopo due giorni senza assumerla rischierebbero di morire, sia per compiere azioni quotidiane che appaiano a primo impatto banali e scontate, come lavarsi, preparare da mangiare e pulire.

    Il problema è che spesso nel compiere questi gesti non si bada a quanta di essa viene consumata, perché si pensa che sia una risorsa illimitata, alla quale è semplice accedere, soprattutto in Italia.

    La realtà purtroppo è ben diversa, e a complicare la situazione ci hanno pensato le emergenze climatiche e la cattiva gestione delle infrastrutture che si occupano di fornire l’acqua ai paesi e alle città.

    È vero che il settore civile, rispetto a quello agricolo e industriale, ha una richiesta idrica inferiore, ma questo non significa che i singoli non possano mettere in atto dei comportamenti per evitare che l’acqua venga sprecata in ambito domestico.

     

    L’evoluzione dei dati in Italia

    Osservando il consumo d’acqua in metri cubi, possiamo dire che in Italia c’è stato un netto miglioramento: nel 1992 si attestava attorno ai 738,8 metri cubi, mentre col passare degli anni è sceso 563,5 metri cubi.

    L’Istat si occupa da parecchio tempo di raccogliere i dati per realizzare statistiche in merito all’utilizzo civile dell’acqua. Già nei report del 2012 e in quello del triennio 2015-2018 si evidenziavano delle criticità rispetto allo spreco del cosiddetto “oro blu”: nel primo periodo citato il consumo giornaliero per abitante ammontava a 241 litri, mentre nel secondo risulta essere di 220 litri.

    È vero che l’Italia è un Paese ricco di acqua, basti pensare che il volume delle precipitazioni si aggira attorno ai 300 miliardi di metri cubi all’anno, tuttavia quella effettivamente utilizzabile riguarda solo 58 miliardi di metri cubi. Il Belpaese nel triennio 2015-2018 si trovava al primo posto in Europa per i prelievi di acqua a uso potabile, mentre nel biennio 2018-2020 è scesa al secondo posto. Inoltre, rispetto al consumo d’acqua per persona, è in prima posizione tra i paesi europei, con una media stimata tra i 150-350 litri pro capite al giorno.

    Una parte dell’acqua che viene consumata viene utilizzata per scopi alimentari essenziali come cucinare e bere, ma la maggior parte di essa viene impiegata per usi non alimentari come il bagno o il lavaggio dei panni e delle stoviglie (anche se il consumo varia molto a seconda delle abitudini che ha ciascuna famiglia). Dando alcuni numeri, si può dire che con una doccia di cinque minuti si utilizzano 75-90 litri d’acqua, mentre per fare un bagno serve riempire la vasca con 100-160 litri di acqua.

    Se non si chiude il rubinetto mentre ci si lava i denti, si vanno a perdere 20 litri d’acqua, e per pulire i piatti se ne usano 40.

     

    Ridurre i consumi: alcuni consigli

    Per sprecare il meno possibile bisogna adottare comportamenti consapevoli, oltre ad acquistare oggetti come i rubinetti a basso consumo, che aiuteranno nella salvaguardia delle risorse idriche.

    La lavastoviglie e lavatrice vanno attivate solo quando il carico è pieno, mentre per lavarsi è preferibile fare una doccia rispetto che utilizzare la vasca da bagno, per quanto possa essere più rilassante e piacevole. Ciò non significa rinunciarvi del tutto, ma limitare tale esperienza. Tuttavia neanche nel box doccia si può incorrere in inutili sprechi: è bene evitare di tenere i miscelatori aperti mentre ci si insapona per esempio, così come quando si spazzolano i denti al lavandino.

    Attenzione anche a eventuali perdite, perché è stato riscontrato che una buona percentuale di acqua viene sprecata proprio a causa della loro presenza, sia nel sistema idrico che nei rubinetti. Nel primo caso il singolo può fare poco, ma nel secondo può intervenire tempestivamente per salvare più acqua possibile, trattandosi di dispositivi presenti nella propria abitazione.

     

    Alcuni strumenti per limitare i consumi

    Per diminuire il consumo di acqua esistono in commercio, offerti anche da venditori di rubinetteria a Brescia e Bergamo, dei rubinetti a risparmio idrico che, grazie ad appositi sistemi come i riduttori di flusso, riescono ad abbassare il consumo del 50%. Con la loro azione mantengono il getto corposo, nonostante la portata sia nettamente inferiore, e possono essere installati non solo per il lavandino, ma anche per la doccia.

    Come funzionano? Suddividono l’acqua in piccole particelle miscelandole con l’aria con l’ausilio di un sistema di retine e fori e di un dispositivo a spirale che imprime all’acqua un movimento circolare aumentandone la velocità. Inoltre, sono composti da una valvola che riduce la portata dell’acqua.

    Un’altra idea potrebbe essere quella di munirsi di miscelatori termostatici che, a differenza di quelli meccanici dove l’acqua viene miscelata fino a quando non raggiunge la temperatura desiderata, si regolano in autonomia riducendo i consumi d’acqua.

    Anche i rubinetti smart o touchless possono aiutare a non sprecare: una volta allontanate le mani o passata una manciata di secondi, interromperanno immediatamente l’erogazione di acqua, rendendola funzionale solo agli usi previsti. In alternativa ai sistemi più tecnologici, si possono acquistare dei rubinetti monocomando, aventi un’azione frenante in fase di apertura, che regolano e mantengono costante la portata del getto.

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