Gli 80 euro? Anche ai disoccupati

La precisazione arriva dall'Agenzia delle Entrate. Anche la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione sono da considerarsi redditi.

(red.) I “famosi” 80 euro di bonus Irpef promessi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi ai lavoratori italiani? Li ricevranno anche i cassintegrati, i disoccupati che percepiscono l’indennità e i lavoratori in mobilità.
E’ quanto prevede la seconda circolare applicativa dell’Agenzia delle Entrate ull’applicazione del bonus di 80 euro che fissa alcuni dettagli interpretativi.. Tra le novità anche il fatto che le somme percepite come incremento della produttività, tassate al 10%, non concorrono ai fini del bonus.
Il bonus, stabilisce la circolare applicativa, cambia in base al periodo di impiego nel corso dell’anno e si ridurrà tenendo conto del periodo di lavoro effettivo. Dopo aver individuato l’importo del credito spettante in base al periodo lavorato, il datore di lavoro lo ripartirà nelle buste paga da maggio in poi. E per verificare se si ha diritto al bonus di 80 euro, rimanendo sotto la soglia dei 26.000 euro di reddito complessivo, bisognerà tener conto anche dei ‘guadagni’ dovuti all’affitto degli immobili assoggettati alla ‘cedolare secca’.
Il credito d’imposta di 80 euro spetta anche ai lavoratori deceduti, in relazione al loro periodo di lavoro nel 2014 e sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto presentato da uno degli eredi. Lo prevede la circolare dell’Agenzia delle Entrate che preannuncia: le modalità saranno specificate nel relativo modello.
Intanto il decreto sta compiendo il suo iter in Parlamento, dove è atteso in Aula ai primi di giugno. E alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato sono stati presentati quasi 800 emendamenti (789). Una ottantina quelli del Movimento Cinque Stelle che vanno dal reddito di cittadinanza, il taglio dell’Irap per aziende sotto i 5 e 10 dipendenti, nuove disposizioni atte a punire pesantemente il falso in bilancio, l’abolizione di Equitalia, limiti alle pensioni d’oro, l’aumento della tassazione per l’indennità dei parlamentari (dal 16% al 27%) e la diminuzione dell’indennità a massimo 5.000 euro mensili.

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