Scuole dell’infanzia private, “bene i contributi, ma le risorse sono poche”

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Milano. “Un provvedimento importante e atteso dalle tante scuole dell’infanzia autonome non statali e non comunali, arrivato già a metà anno, ma inspiegabilmente dimezzato rispetto al passato e al futuro”, come commenta Gian Antonio Girelli, consigliere regionale del Pd, riferendosi alle Linee di indirizzo per l’assegnazione dei contributi regionali per il periodo di programmazione 2022/2023 a questi istituti, votate in consiglio regionale. “Stiamo parlando di scuole che svolgono un servizio molto importante sul territorio, che hanno una diffusione capillare e che in alcuni comuni rappresentano l’unica offerta didattica nella fascia 0-6, sopperendo all’assenza di strutture statali”, spiega Girelli.
Per questo il Gruppo regionale del Pd ha presentato un ordine del giorno, analogo a uno di maggioranza, approvato “con l’auspicio che i 4 milioni mancanti vengano stanziati al più tardi nel prossimo assestamento di bilancio”.

“Abbiamo votato a favore di questo atteso provvedimento, ma perché non rimanga un’attenzione di facciata: si devono mettere i soldi che mancano per garantire la sostenibilità delle strutture – aggiunge il consigliere dem –. In provincia di Brescia sono moltissime le scuole dell’infanzia paritarie. E in tanti comuni rappresentano l’unica offerta 0-6 anni: senza questa il servizio non verrebbe garantito. Anzi, c’è moltissima preoccupazione, legata al tema dell’aumento del costo energetico, della gestione, della denatalità. Perché le scuole dell’infanzia sono le prime che subiscono l’effetto di questo fenomeno, che offre però anche un’occasione: non avere più classi pollaio e garantire, a parità di costi, un rapporto numerico tra educatori e bambini più basso e così un servizio di maggiore qualità. Ridurre lo stanziamento sarebbe un errore imperdonabile, salterebbero sezioni, scuole e quindi un servizio fondamentale per buona parte del territorio bresciano”.

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