Coronavirus, studio Iss: “Tracce nelle acque di Milano a dicembre”

L'Istituto Superiore di Sanità ha certificato come il Covid fosse già presente a dicembre nel nord Italia.

(red.) Dalle settimane precedenti a venerdì 19 giugno gli esperti epidemiologi e infettivologi danno per assodato che il virus Covid-19 circolasse tempo prima in Italia rispetto al cosiddetto paziente 1 di Codogno. In questo senso e una conferma arriva anche dall’Istituto Superiore di Sanità che con il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria hanno condotto uno studio. E sono state riscontrate tracce dell’Rna del virus nelle acque di scarico di Milano e Torino a dicembre del 2019. Lo studio sta per essere pubblicato e spiega come l’analisi delle acque di scarico nel periodo precedente all’epidemia nel nord Italia non abbia portato a segnalare nulla tra settembre del 2018 e giugno del 2019.

Al contrario, le prime tracce del virus sono emerse in acqua a Milano e Torino a metà dicembre 2019 e a Bologna alla fine di gennaio. E altri campioni positivi sono stati notati anche tra gennaio e febbraio, mese dell’inizio dell’emergenza in Italia. Proprio da questo studio è emersa la necessità di presentare al Ministero della Salute un progetto per controllare già a luglio le acque nelle città turistiche e in vista di estenderlo a livello nazionale in attesa di un’eventuale seconda ondata il prossimo autunno.

Nel frattempo dallo stesso Istituto Superiore di Sanità arriva notizia di una serie di applicazioni di teleassistenza di cui dotare i pazienti Covid. Sono state cinque le app di teleassistenza individuate come le più adatte, tra 504 proposte, per la sorveglianza dei pazienti in isolamento domiciliare per Covid-19 dal gruppo di lavoro “Teleassistenza medica” coordinato da Iss e Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito della task force istituita dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione. La selezione – si legge in una nota – avvenuta nell’ambito dell’iniziativa interministeriale “Innova per l’Italia”, ha identificato le cinque soluzioni tecnologiche con la più estesa corrispondenza alle esigenze di risposta all’emergenza, sia per caratteristiche tecniche, sia per modalità di identificazione ed autenticazione dei pazienti/cittadini, sia per tempi di trasferimento operativo nell’attualità emergenziale.

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