Coronavirus, “zero casi in Lombardia non prima della fine di giugno”

Il governatore Fontana, come gli altri del nord, vorrebbe che si ripartisse tutti insieme. Ecco le proposte nazionali.

(red.) Se la tendenza (per fortuna in riduzione come dimostrano i dati) sulla diffusione del contagio da coronavirus dovesse mantenersi in questo modo, la Lombardia potrebbe arrivare a zero casi nuovi non prima del 28 giugno. E’ l’elemento diffuso ieri, lunedì 20 aprile, dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute coordinato da Walter Ricciardi che è consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute. E non a caso proprio Ricciardi è uno degli esperti, insieme al comitato scientifico, che ritiene utile, a partire dal prossimo 4 maggio, con la fase 2, ripartire a scaglioni a livello regionale e non tutti insieme, a livello nazionale.

Proprio perché in alcune regioni, soprattutto al nord, il virus continua ancora a circolare in maniera importante rispetto, invece, al centro e al sud. Tuttavia, i governatori del nord, a partire da quello della Lombardia Attilio Fontana, premono perché la ripartenza sia a livello nazionale da parte di tutti e seppur in modo graduale, secondo le linee guida alle quali si sta lavorando. Nel frattempo dalla task force coordinata da Vittorio Colao stanno emergendo una serie di proposte che dovrebbero coinvolgere tutti gli italiani a partire dal prossimo 4 maggio, con la fase 2. La tendenza sarà certamente quella di spostarsi indossando la mascherina e puntando sui movimenti in bicicletta e con spazi contingentati sugli autobus.

Mentre le ore di lavoro e quelle per fare la spesa potrebbero essere distribuite nell’arco delle 24 ore, tanto che potrebbe essere possibile lavorare o fare shopping proprio di sera. E per quanto riguarda gli studenti – nei prossimi giorni la ministra Lucia Azzolina dovrebbe annunciare il ritorno a scuola solo a settembre – si valutano anche soluzioni diverse rispetto a quelle di fare lezione in classe e comunque con la misurazione della temperatura all’ingresso.

L’idea di riferimento è quella di cancellare gli orari di punta proprio per evitare ogni tipo di assembramento e su questo stanno lavorando anche i Politecnici di Milano e Torino. A livello cittadino, la mobilità potrebbe essere più garantita per biciclette elettriche e monopattini, con ingressi ridotti e distribuiti anche a bordo degli autobus. E con un utilizzo minore, invece, delle auto. Infine, si sta valutando anche la riapertura degli asili nido a giugno e come accogliere in estate i bambini di quelle famiglie che dovranno lavorare.

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