Coronavirus, malati a contatto con i familiari grazie ai tablet

90 dispositivi tra Associazione Artigiani e Banca Valsabbina per tenere vicini i malati e i loro famigliari.

(red.) Il fatto che i parenti non possano stare vicini ai malati e ricoverati negli ospedali bresciani a causa del coronavirus, ma anche chi si trova nelle case di riposo e non può contare sul sostegno dei familiari ha spinto a muoversi anche nella direzione dei contatti. E infatti l’Associazione Artigiani si è proposta mettendo a disposizione 60 tablet. Una tecnologia utile che consente ai degenti di stare a contatto, seppur in lontananza, con i propri cari.

A beneficiare sono le case di riposo di Breno e Rovato e la Mamré di Villa Carcina. Altri dispositivi hanno raggiunto anche gli ospedali di Gardone Valtrompia, la Casa di Dio di Brescia e la Rsa Pasotti Cottinelli. Altri sono in distribuzione tra le case di riposo di Nuvolera, Bovegno e Concesio, così come al Civile, alla Poliambulanza e negli ospedali della Franciacorta. Oltre che in una serie di altre residenze per anziani. Un’altra donazione di trenta tablet arriva anche dalla Banca Valsabbina.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.