Difesa civile nonviolenta, la raccolta firme entra nel vivo

Oltre 25mila le adesioni già raccolte, ma ne servono altrettante per portare la proposta di legge in Parlamento. Domenica appuntamento a Borgo San Giacomo.

Borgo San Giacomo. Mancano meno di due settimane alla conclusione della raccolta firme e prosegue l’impegno delle realtà bresciane che hanno aderito alla campagna “Un’altra difesa possibile”, nata con l’obiettivo di portare nel dibattito pubblico un modello alternativo di difesa del Paese, basato sulla dimensione civile e nonviolenta.
Il prossimo appuntamento è in programma domenica 6 settembre alle 18, al circolo Arci Casa del Popolo Cremlino di Borgo San Giacomo. A illustrare i contenuti della proposta di legge sarà Marco Maffeis, della sezione bresciana del Movimento Nonviolento. Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo, organizzato anche per celebrare la riapertura del circolo.
La mobilitazione ha già superato quota 25mila firme, ma l’obiettivo necessario per poter presentare la proposta in Parlamento è di almeno 50mila sottoscrizioni. Per questo, nelle prossime settimane le realtà promotrici puntano a intensificare le iniziative sul territorio.
La campagna è sostenuta dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, che riunisce tra gli altri CGIL, ACLI, Agesci, ANPI, Movimento Nonviolento e OPAL, da Sbilanciamoci, alla quale aderiscono anche realtà come Altromercato, Emergency, Legambiente e Pax Christi, e dalla CNESC, il Coordinamento nazionale enti del servizio civile.
Al centro dell’iniziativa c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a introdurre nel confronto politico una diversa idea di difesa nazionale. L’obiettivo dichiarato è promuovere una difesa civile, non armata e nonviolenta, nel solco di una visione costituzionale che ripudia la guerra anziché prepararla.
La questione, sottolineano i promotori, non riguarda dunque la possibilità per un Paese di difendersi, ma il modo in cui scegliere di farlo. La proposta punta a riconoscere e rafforzare strumenti di difesa civile non armata e nonviolenta, anche come alternativa alla progressiva crescita delle risorse destinate al riarmo.
Non viene messa in discussione l’esistenza dell’esercito, ma viene avanzata la richiesta di destinare una parte delle risorse oggi indirizzate alla difesa armata alla difesa civile, nell’ottica di un utilizzo ritenuto più efficace e diversificato dei fondi pubblici.
La raccolta firme proseguirà fino alla scadenza prevista per la campagna. Tutte le informazioni sulla proposta, sulle iniziative e sulle modalità per sottoscriverla sono disponibili sul sito ufficiale della campagna.

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