Brescia, Aperti Orizzonti: tutte le opportunità per i giovani “Neet”
Obbiettivo il loro reinserimento in ambito formativo e/o lavorativo. A Brescia i giovani che non lavorano e non studiano sono il 14,1% (circa 10.000 unità).
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Brescia. Il 31 ottobre si è tenuta presso la sede dello IAL Lombardia di Brescia la presentazione di Aperti Orizzonti, un progetto innovativo che ha lo scopo di aumentare le competenze personali, sociali e tecniche dei giovani “Neet”, nell’ottica di favorire il loro reinserimento in ambito formativo e/o lavorativo.
Nel 2023 in Italia i “Neet”, cioè i giovani tra i 16 ed i 29 anni che non studiano, non lavorano e non cercano attivamente un impiego, sono il 16,1% del totale dei giovani (circa un milione e quattrocento mila). In Europa il nostro paese è al secondo posto per numero di Neet. Sono diversi i fattori che concorrono ad alimentare questo fenomeno: determinanti sociali, del mercato del lavoro, aspetti culturali e psicologici.
Come ha spiegato Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano: «Siamo un territorio che spreca le proprie risorse, dando un segnale di sviluppo al ribasso: e non dobbiamo meravigliarci se le persone giovani entrano in una spirale negativa sfuggendo dalla partecipazione ad una vita attiva. Tocca a noi inserirli in un circuito virtuoso di miglioramento progressivo che si incrementa nel suo svilupparsi». Rosina ha proposto l’efficace metafora di una casa in costruzione: ciascuno la vorrebbe solida, spaziosa, un luogo che consenta di vivere bene sentendosi a proprio agio.«Ecco – dice – i mattoni con cui costruire la casa del futuro sono i giovani. Che in questo momento, in Italia, sono pochi e per di più li regaliamo ad altri paesi – mentre i restanti li ammucchiamo senza utilizzarli».
In Lombardia si stimano in 157.000 i giovani che non studiano e non cercano attivamente lavoro. A Brescia, lavora il 44% dei giovani, i “Neet” rappresentano il 14,1% (circa 10.000 unità), un dato più contenuto rispetto alla media nazionale. A fare da controcanto rispetto a queste rilevazioni gli esperti notano che la condizione dei neet nel bresciano è più persistente riscontrando una maggiore difficoltà ad uscire da questo stato.
L’assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Brescia Anna Frattini ha parlato del rapporto tra la città ed i giovani. Prendendo spunto dal logo del progetto – un filo rosso che trova la sua strada all’interno di un labirinto – ha sottolineato che il percorso proposto sarà un viaggio tra realtà del territorio già esistenti e consolidate. L’assessora ha messo in evidenza l’impegno del Comune nei confronti dei giovani citando le esperienze di Informagiovani al Mo.Ca e del progetto After nelle scuole.
Il progetto Aperti Orizzonti si pone il compito di intervenire in questa realtà sperimentando percorsi di accompagnamento che coinvolgano i giovani, il mondo adulto e le comunità di riferimento con l’esplicito obiettivo di “non avere più paura del futuro”. Come ricorda Benedetta Angiari referente di NEETwork per la Fondazione Cariplo «i giovani sono una risorsa preziosa, ma sempre più scarsa. I Neet ne rappresentano uno dei segmenti più fragili, quello che rischia di non farcela». «Non solo – ribadisce -i singoli individui rischiano di perdere autostima e fiducia compromettendo il proprio benessere; è la collettività intera che finisce per sopportarne la perdita e i relativi costi». «La sfida – sottolinea – è intercettare per tempo questi giovani, perché diventa più difficile scovarli man mano permangono in questa situazione».
Il progetto si rivolge a giovani che oramai non ci credono più, bloccati da situazioni familiari problematiche o scoraggiati da esperienze negative che li hanno fatti precipitare in una spirale di depressione progressiva della propria condizione, non solo economica, ma anche emotiva e relazionale.
Quest’ultima categoria è la più difficile da agganciare perché è anche quella meno visibile e risulta anche più difficile da coinvolgere, se non attraverso interventi di prossimità in grado di introdurre strumenti che, prima ancora dell’occupabilità, sappiano riaccendere la fiducia in sé stessi e il desiderio di riprendere attivamente in mano la propria vita.
I partner coinvolti nel progetto sono cooperative di tipo A (Il Calabrone, La Rete, La Nuvola Nel Sacco, Abibook) e di tipo B (ArticoloUno), università (Unicatt), un ente formativo CFP Artigianelli gestito dall’Associazione Formazione Giovanni Piamarta. All’interno della rete di supporto e tra i fornitori di servizi è presente anche un ente accreditato per i servizi al lavoro (IAL). Il progetto è in rete con l’Amministrazione Comunale, l’Ufficio scolastico Provinciale e Fondazione della Comunità Bresciana.
Il progetto intende connettersi con le altre progettualità che si occupano del tema Neet e agiscono nel medesimo territorio.
Orietta Filippini di Fondazione della Comunità Bresciana ha spiegato che sono in aumento gli adolescenti con problemi psicologici e che sono molteplici i progetti che si occupano di sviluppare metodi originali di sostegno alle persone. «Ad un primo step di consolidamento e di sviluppo del sé – continua – può seguire l’ingresso attivo nella comunità».
Il progetto prevede diverse fasi: dall’intercettazione, tramite servizi attivi sul territorio, enti della rete di supporto che si fanno antenne, ma anche attraverso eventi, workshop e azioni comunicative mirate. All’accompagnamento con il coinvolgimento di soggetti attivi del mondo adulto, esperti e professionisti e giovani che potranno fungere come esempio positivo all’interno del gruppo dei pari, e nelle attività peer-to-peer. Per poi passare ad una fase di attivazione, dove i giovani potranno stipulare contratti di lavoro nel settore di proprio interesse, svolgere esperienza di tirocinio formativo o concentrarsi su una ripresa favorevole degli studi.
«L’obiettivo di “Aperti Orizzonti” è il coinvolgimento di oltre 500 giovani, siano o meno Neet, di cui almeno 100 saranno accompagnati in un percorso individuale con l’obiettivo che riprendano a studiare o che entrino nel mondo del lavoro. Tutti accederanno ad un percorso laboratoriale e verranno accompagnati a conoscere opportunità cittadine già esistenti (biblioteche, teatri ecc.)» cocnlude Alessandro Augelli, presidente della Cooperativa Il Calabrone, capofila del progetto.







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