Quantcast

25 novembre, Pedalata di impegno civile contro la violenza sulle donne foto

Una biciclettata sui luoghi dove si sono verificati i femminicidi nel bresciano, promossa da Fiab-Paciclica e Acli Provinciali su due percorsi diversi, da 60 e 70 km.

(red.) In Provincia di Brescia negli ultimi 11 mesi sono state vittime di
femminicidio 4 donne e in dieci anni 26 donne.
FIAB-Paciclica e ACLI Provinciali di Brescia-Per…corri la pace ritengono
“urgente testimoniare il proprio impegno con una Pedalata che toccherà
alcuni luoghi di questi femminicidi”.
Due gli itinerari sulla due ruote, con partenza alle ore 9 Casa Delle Donne via San Faustino, 38 Brescia.
Itinerario 1 – 60 km: Brescia-Gussago-Ome-Provaglio d’Iseo-Cazzago San Martino-Castegnato-Brescia.
Itinerario 2 – 70 km: Brescia-Azzano Mella-Bagnolo Mella-Castenedolo-Bedizzole-Brescia.

“La Pedalata di Impegno Civile”, viene spiegato, “è aperta a tutti coloro che amano la bici come mezzo profondamente non-violento e rispettoso dell’ambiente”.
È necessario confermare la partecipazione entro giovedì 25 novembre a
info@amicidellabicibrescia.it / segreteria@aclibresciane.it
“Ogni aderente”, viene spiegato, “partecipa a proprio rischio e pericolo ed è considerato in libera escursione personale senza alcun diritto in più rispetto agli altri utenti che si possono incontrare sul percorso”.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3.
In Italia i dati Istat 2019 mostrano che il 31,5% delle donne (6 milioni e 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da
partner.
Secondo il Rapporto Istat 2019 sulle donne vittime di omicidi, delle 111 donne uccise nel 2019, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare il 49,5% dei casi dal partner attuale, corrispondente a 55 donne, l’11,7%, dal partner precedente, pari a 13 donne, nel 22,5% dei casi (25
donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nel 4,5% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.) (5 donne). Per oltre la metà dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o dal precedente e in misura maggiore rispetto agli anni precedenti: il 61,3% delle donne uccise nel 2019, il 54,9% nel 2018 e il 54,7% nel 2014.
Maltrattamenti, stalking, abusi sessuali, fino alla forma più estrema di violenza: il femminicidio, omicidio di femmine in quanto femmine operato da maschi.

Oltre alla violenza fisica o sessuale le donne subiscono anche violenza psicologica ed economica, cioè comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonché di privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia.
Contro le donne “colpevoli” di avere conquistato leggi di dignità, parità, autodeterminazione agisce un maschilismo teso a recuperare la superiorità perduta, che va smascherato e combattuto senza tregua per conquistare una democrazia reale e di uguaglianza tra gli individui.

La nostra democrazia, per essere tale, non può tollerare che un terzo delle donne (dati ISTAT) subiscano nella propria vita una qualche forma di violenza (fisica, psicologica, persecutoria, economica, sessuale), “una delle più devastanti violazioni dei diritti umani” (ONU), che, tra l’altro,
genera “un problema di salute di proporzioni globali enormi“(OMS).
La violenza ha effetti negativi a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli. I bambini che assistono alla
violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento. Gli effetti della violenza di genere si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità, come riferisce il report del Ministero della
Salute.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.