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Infiltrazioni mafiose nelle imprese, un convegno a Rezzato

L'evento, in programma il 12 e 13 novembre a Villa Fenaroli, è promosso da Apindustria Confapi Brescia con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

(red.)  Le organizzazioni criminali si insinuano quotidianamente nel sistema produttivo del nostro Paese. Lo fanno intercettando esigenze, con modalità in continua evoluzione, dissolvendosi tra le maglie dell’operatività delle imprese e dei loro consulenti. Un fenomeno sul quale le operazioni di contrasto si susseguono, con l’obiettivo di ostacolarne una diffusione che, nelle secche della crisi economica generata anche dalla pandemia, ha trovato ulteriore energia. E la Lombardia resta una delle regioni italiane più colpite dal fenomeno.
In questo quadro si inserisce il convegno dal titolo “Le infiltrazioni mafiose nelle imprese – Esperienze a confronto e procedure operative di contrasto” organizzato da Apindustria Confapi Brescia con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e presentato alla sede dell’Associazione. L’evento sarà intitolato alla memoria di Giuseppe Frigo, professore, avvocato e giudice della Corte costituzionale, e si terrà venerdì 12 e sabato 13 novembre presso Villa Fenaroli a Rezzato, nel bresciano.

convegno mafie

Due giorni di lavori, coordinata dagli avvocati Luca D’Amore e Piergiorgio Vittorini, nella quale interverranno i maggiori esperti nazionali del tema: sarà loro il compito di tracciare un quadro in tema di evoluzione del fenomeno, dello stato dell’arte italiano e lombardo, della complessità delle azioni di contrasto, delle esperienze maturate dai tribunali di altre regioni italiane (Sicilia, Lazio, Puglia e Toscana).
Nella seconda giornata del seminario (sabato 13 novembre, dalle 9,15 alle 12,30), la proposta si orienterà su relazioni operative: ad imprenditori e consulenti delle imprese verranno trasmessi informazioni e strumenti fondamentali per contrastare il rischio di permeazione da parte delle organizzazioni criminali nel tessuto produttivo, intercettandone i segnali prima che diventino minaccia reale.

“Presentiamo un evento che affronta, con coraggio, un argomento spigoloso, duro e, in alcune specifiche chiavi di lettura, anche inaspettatamente divisivo – afferma il presidente di Apindustria Confapi Brescia, Pierluigi Cordua -, ma è anche sulla capacità di intercettare ed anticipare le esigenze delle nostre imprese che si misura la bontà del nostro impegno e del nostro lavoro di rappresentanza. La minaccia di infiltrazioni di organizzazioni criminali nelle nostre aziende è reale: non sussistono a priori garanzie di essere al riparo da questo rischio. Per questo il lavoro di affiancamento della nostra Associazione agli imprenditori riteniamo che rappresenti un elemento di grande valore ed estrema utilità”.
“Ringrazio, pertanto, il main partner Intesa Sanpaolo, rappresentato  dal direttore regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo Marco Franco Nava”, ha aggiunto Cordua, “per il sostegno e la condivisione di intenzioni ed obiettivi sottesi all’evento. Comunione d’intenti che ha identificato i rapporti anche con tutte le altre realtà che ci hanno accompagnato in questo cammino che, siamo certi, porterà nella nostra città un momento unico di riflessione, accogliendo personalità di straordinaria caratura. Siamo più che mai certi che solo nella legalità le nostre aziende possono crescere ed operare in un regime di libera concorrenza. Solo in un contesto con queste caratteristiche, infatti, il loro ruolo determinante per la solidità economica e sociale del nostro Paese resta intatto e l’operatività delle aziende più trasparenti, performanti e sostenibili viene favorita e valorizzata”.

La prima giornata di lavori (venerdì 12 novembre, dalle 9,15 alle 18) sarà coordinata da Luca D’Amore, avvocato, amministratore giudiziario, ricercatore nel settore dell’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati o confiscati e docente universitario sulle misure di prevenzione patrimoniali, intervenuto nel corso della presentazione attraverso collegamento telematico. “Da marzo 2020 a febbraio 2021, rispetto all’analogo periodo del 2019, sono salite del 7% le segnalazioni di operazioni sospette e del 9,7% del numero delle società colpite da interdittive antimafia, spiega l’avvocato D’Amore.
Secondo l’organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazioni nell’economia da parte delle mafie recentemente istituito presso il Ministero dell’Interno, sono principalmente due gli indici sintomatici: turn-over di cariche a livello aziendale e modifiche societarie (trasferimenti di quote, trasferimenti di aziende, trasferimenti di sede, le variazioni di natura giuridica e/o del capitale sociale).
Le regioni dove si è registrato, in valore assoluto, il numero maggiore delle variazioni societarie sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le società attinte da interdittiva interessate da variazioni societarie hanno fatto registrare un +47%. I procedimenti relativi alle misure di prevenzione patrimoniali ablative, inseriti in banca dati centrale sin dal 1997, risultano essere 10.500, con un incremento di 498 unità rispetto al 30 giugno 2020. Il dato in esame fa emergere una nuova tendenza al rialzo giacché nei primi sei mesi del 2021 i nuovi procedimenti iscritti sono 257. Quanto al numero di beni interessati da procedimenti di prevenzione al 30 giugno risultano esseri pari a 220.938, con un incremento complessivo di 11.830 unità rispetto alla rilevazione effettuata nello stesso periodo del 2020″.

Sarà l’avvocato bresciano Piergiorgio Vittorini, già docente universitario, e autore di codici etici, modelli organizzativi e strutture di controllo dei rischi e delle gestioni societarie a coordinare i lavori della seconda giornata del seminario. “Sono onorato di partecipare a questo importante convegno”, ha affermato. “Un appuntamento che assume un ruolo essenziale in vista delle problematiche che impattano sulla struttura delle nostre imprese il cui patrimonio (ideativo ed economico) è messo alla prova, fra l’altro, dalla crisi connessa alla pandemia non ancora vinta e dalla fragilità finanziaria conseguente. Esso rappresenta inoltre l’occasione di affinare gli strumenti utili per la tutela delle imprese e del corretto rapporto tra queste ultime e le istituzioni, prima fra tutte quella associativa al pari del sistema giudiziario. In questa prospettiva può essere letto uno dei principali impegni dell’avvocato Giuseppe Frigo, la cui intelligenza e preparazione costituiscono ancora oggi lo stimolo per la progettazione e l’affinamento di discipline giuridiche strettamente connesse con l’esercizio delle imprese”.

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