Piazza Loggia, la memoria non muore mai

Mercoledì 28 maggio è l'anniversario della strage. Martedì la posa di altre 32 formelle con i nomi delle vittime del terrorismo e la presentazione del libro di Bobbio.

(red.) Quarant’anni e sentirli tutti. Il 28 maggio è arrivato, e con esso il triste anniversario della strage che quella mattina del 1974 si portò via Giulietta Bazoli (34 anni insegnante), Euplo Natali (69 anni pensionato), Livia Bottardi Milani (32 anni insegnante), Bartolomeo Talenti (56 anni operaio), Luigi Pinto (25 anni insegnante), Alberto Trebeschi (37 anni insegnante), Clementina Calzari Trebeschi (31 anni insegnante), Vittorio Zambarda (60 anni operaio).
Nomi e cognomi impressi nella memoria dei bresciani, ma ora anche sull’acciottolato che dalla Piazza Loggia porta verso il Castello. Insieme a loro però anche molte altre vittime, tra cui quelle di piazza Fontana, occupano la stradina in salita per raggiungere il Cidneo. E altre se ne aggiungeranno nei prossimi mesi. Martedì 27 maggio, alle 16, in piazzetta Tito Speri è stata inaugurata la seconda parte del percorso che vuole ricordare tutte (e sono tante) le vittime del terrorismo italiano. Trentadue formelle con inciso proprio il nome, l’età e la professione, per far sì, come ha detto Manlio Milani, presidente dell’associazione delle vittime della strage di Brescia, che i morti non rimangano solo numeri. In futuro le piastrelle saranno in tutto 430 e arriveranno fino in Castello.
Sull’importanza del nome, che smette di essere numero per ricostituirsi identità, torna pure Carlo Arnoldi, presidente dei familiari di piazza Fontana: «Leggere i nomi è importante – rimarca -, perché ci ricorda che dietro ai numeri ci sono delle vite; persone che avevano famiglie, figli e valori». All’evento hanno presenziato anche numerose autorità cittadine, dall’assessore provinciale Diego Peli, a quello Comunale Marco Fenaroli, al sindaco Emilio Del Bono.
Ma le iniziative sono state tante e continueranno a lungo. Sotto il portico di piazza Loggia ha suonato la banda musicale cittadina “Isidoro Capitanio”. I musicisti della banda di Brescia hanno eseguito, diretti da Sergio Negretti, «Marche Militaire» di Catel, «Marche Lugubre» di Gossec, «Valse Triste» di Sibelius, «Don Quixotte» di Safranek e «An Original Suite» di Jacob. Sotto la direzione di Giuliano Mariotti, poi, il programma della serata è proseguito con «Sea Song» di Vaughan William, «First Suite in E b for military band» di Holst, «Lux Aurunque» di Witacre e «Danson N 2» di Marquez. Un omaggio musicale alle vittime è previsto anche mercoledì 28 maggio alle 20,45 nella chiesa di San Francesco.
Altro evento da ricordare delle ultime ore è stato la presentazione del volume di Andrea Bobbio, figlio del filosofo Norberto. Bobbio martedì al Salone Vanvitelliano ha parlato a lungo del volume (edito dalla Morcelliana) che ripropone quattro interventi del padre sulla strage di Brescia. Una testimonianza preziosa che non stupisce visto che Bobbio, come dice lui stesso, fu molto legato alla nostra città.  Bobbio dedicò molte riflessioni, anche al rapporto tra etica e politica considerandolo «parte di un unico movimento storico che comprende la pace e il rispetto dei diritti umani». Tutti valori che quel terribile giorno del ’74 furono spazzati via, e oggi vengono ribaditi con ancora più fermezza.

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