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Kosovo, un ponte solidale con Brescia

Il progetto a sostegno del lavoro delle forze armate italiane presenti nel paese balcanico prevede la raccolta di materiale da inviare alla popolazione indigente locale.

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(red.) Si intitola “Brescia-Lombardia per il Kosovo” il progetto a sostegno del lavoro delle forze armate italiane presenti nel paese balcanico dal 9 luglio 2005 e su richiesta del Presidenza della Repubblica Macedone.
Già avviata nel mese di dicembre, prosegue anche a gennaio la raccolta di generi alimentari non deperibili, indumenti per bambini e adulti, materiale utile per la scuola (quaderni, penne, matite, album da disegno ecc), pannolini e altro materiale per l’infanzia e giocattoli.
A gennaio una autocolonna delle Forze Armate si recherà a Brescia per ritirare il materiale raccolto. (che nel frattempo sarà stipato in magazzino a Sale Marasino).
Le date ufficiali di raccolta, in cui il magazzino di Sale Marasino sarà aperto, sono il 12 e 13 gennaio. La raccolta sarà effettuata dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 nella palestra comunale, sarà possibile però fissare appuntamento per poter conferire la merce in altre date. Il numero di riferimento per consegnare la merce è: 3476415096 (Diego Recenti).
Il principale partner dell’iniziativa sarà Coldiretti, sia nella sua forma regionale (Lombardia) sia provinciale (Brescia). Dal sodalizio arriverà un quantitativo (ancora da definire) di cibi non deperibili di vario tipo.
Collaborano la Protezione Civile di Brescia col gruppo Cb Club Sebino, il gruppo di protezione civile Comunale di Ospitaletto e la sua Ssquadra Cinofila, la Protezione Civile di Bergamo, con il gruppo Era, l’associazione “Caduti di Guerra in tempo di Pace” di Roma, fondata dalla madre del militare della Folgore David Tobini, caduto a Bala Morghab in Afghanistan e L”Istituto delle madri Canossiane” di Brescia, grazie all’interessamento della madre superiora suor Gabriella Oneta e della famiglia Vimercati di Ome. Ma ci sono anche altri enti che hanno deciso di prendere parte al progetto di solidarietà.
L’iniziativa, viene spiegato, nasce dal bisogno di collaborare al supporto della popolazione kosovara che nei paesi e zone periferiche versa nella totale indigenza.
“Le Forze Armate italiane”, si legge in una nota, “sono presenti in Kosovo per contribuire alla sicurezza e alla stabilità dell’intera area geografica, alle attività connesse con la lotta al terrorismo a favore del Tribunale Penale Internazionale, alle attività di formazione e di mantenimento delle capacità operative delle Forze Armate della Bosnia; all’addestramento e sostegno alle forze di Polizia locali anche tramite attività di cooperazione investigativa e informativa; all’implementazione dell’accordo tecnico – militare che prevede di costituire in Kosovo un ambiente sicuro che consenta il ritorno dei rifugiati e dei profughi nonché favorire l’insediamento di attività civili; a supportare le Forza Armate Macedoni nell’attività di controllo del proprio territorio; a sostenere le Forze Armate albanesi nel processo di integrazione ed adeguamento alla Nato. Fondamentale”, conclude la nota, “è il supporo alla popolazione locale” garantito dalle attività dell’unità Cimic (attiva in tutti i teatri operativi internazionali e in Italia)”.
In Kosovo le truppe italiane si trovano dislocate nelle città di Dakovica e di Belo Polje, sede del Quartier Generale del Comando Nato dell’operazione Joint Enterprise e nella città di Pristina presso il Comando della missione dell’Unione Europea Eulex Kosovo. Nel paese sono presenti 579 militari (su un totale di 12.990 appartenenti a 32 Paesi) quale contributo italiano alla operazione Nato Joint Enterprise.Sono rappresentate le quattro Armi: Esercito Italiano, Marina Militare Italiana, Arma Aeronautica e Arma dei Carabinieri.
Attualmente in Kosovo sono presenti militari bresciani, da cui è arrivata la richiesta di supporto.

 

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