Ponti della provincia di Brescia, completato il monitoraggio dei 477 manufatti
Dopo otto anni di analisi e controlli, Provincia e Università di Brescia hanno completato il lavoro sulla rete viaria. Ora l’attenzione si sposta sulle gallerie: 33 chilometri di infrastrutture da sottoporre allo stesso percorso di verifica.
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Brescia. Dieci anni di lavoro, 477 ponti e sovrappassi analizzati e le principali criticità affrontate.
La Provincia di Brescia chiude una lunga fase dedicata alla sicurezza delle infrastrutture viarie e guarda ora al prossimo fronte: le gallerie.
Il percorso è iniziato nel 2016 con le prime valutazioni condotte dalla Provincia, è proseguito nel 2017 con ispezioni semplificate e dal 2018 ha visto l’avvio delle analisi congiunte tra i tecnici dell’ente e gli esperti dell’Università degli Studi di Brescia.
Un lavoro portato avanti attraverso diverse convenzioni, l’ultima delle quali, relativa al periodo 2022-2025, è stata prorogata fino al 2026 proprio per consentire di completare le attività.
Il punto di partenza è stato il censimento della viabilità provinciale, che comprende circa 1.400 chilometri di strade, 477 ponti e 33 chilometri di gallerie.
L’obiettivo non è stato soltanto individuare i problemi, ma costruire un sistema in grado di stabilire le priorità e indirizzare gli interventi dove maggiormente necessari. Come ha sottolineato il gruppo di lavoro dell’Università, infatti, censimento, ispezioni, classificazione e approfondimenti strutturali non sostituiscono la manutenzione, ma permettono di programmare gli interventi e destinare le risorse alle opere che richiedono maggiore attenzione.
La Provincia di Brescia ha inoltre anticipato l’applicazione delle linee guida ministeriali introducendo un sistema di classificazione basato sui colori. I ponti sono stati suddivisi in quattro categorie, verde, gialla, arancione e rossa, sulla base dei difetti e delle criticità riscontrate durante le ispezioni.
Una classificazione che, è stato precisato dai tecnici, non costituiva una verifica completa della sicurezza strutturale, ma uno strumento di screening territoriale.
I ponti classificati nella categoria rossa sono stati sottoposti anche a limitazioni d’uso in attesa degli interventi necessari, mentre l’ordinamento per categorie ha consentito di definire le priorità per la manutenzione straordinaria.
Nel frattempo, tutti i manufatti inizialmente classificati rossi e molti di quelli arancioni sono stati successivamente interessati da interventi di riqualificazione.
Dal 2022 il quadro è cambiato con l’introduzione delle nuove linee guida ministeriali. Per tutte le strutture con una lunghezza superiore ai sei metri è stata quindi assegnata una Classe di Attenzione.
Dall’analisi sono emersi 41 ponti in Classe di Attenzione alta e 78 in Classe medio-alta.
La classificazione, è stato chiarito dagli esperti, non coincide con una situazione di pericolosità immediata e non indica direttamente la probabilità di collasso. Si tratta piuttosto di un indicatore convenzionale utilizzato per stabilire la frequenza delle ispezioni, le priorità degli approfondimenti e l’eventuale necessità di verifiche più accurate.
Il monitoraggio è stato accompagnato da importanti investimenti. Nel periodo indicato sono stati destinati complessivamente 72,5 milioni di euro dalla Provincia, anche attraverso finanziamenti regionali e ministeriali.
Sono 45 i ponti già riabilitati, mentre su altri 41 gli interventi sono in corso. Per ulteriori 35 manufatti sono invece previsti lavori in futuro.
Terminato il grande lavoro di ricognizione sui ponti, dunque, la Provincia si prepara ad affrontare il prossimo capitolo della sicurezza infrastrutturale: le gallerie, che sulla rete provinciale si estendono per circa 33 chilometri.








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