Collettore del Garda, il progetto bresciano presentato il 30 luglio
La presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini, ha annunciato il nuovo passo avanti. La sponda veronese attende ancora i finanziamenti per completare l’opera.
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Desenzano del Garda. Il progetto definitivo del collettore della sponda bresciana del Garda sarà presentato giovedì 30 luglio.
Ad annunciarlo è stata la presidente della Comunità del Garda, la senatrice Mariastella Gelmini, che ha ribadito la necessità di accelerare sul fronte della tutela delle acque del lago.
«Bisogna correre, è finito il tempo dell’ambientalismo del “No”», ha spiegato Gelmini. «Abbiamo perso già troppo tempo: la salvaguardia delle acque del Garda è un obiettivo nazionale, indipendentemente dal colore del governo».
La presentazione del progetto rappresenta un nuovo passaggio nell’ambito del grande intervento di risanamento del sistema di depurazione gardesano, considerato strategico per la tutela ambientale del bacino. Mentre la sponda bresciana si prepara dunque a illustrare il proprio progetto, quella veronese resta in attesa delle risorse necessarie per completare il quadro degli interventi.
«Il Governo è stato sollecitato anche recentemente nell’ultima conferenza dei servizi», ha spiegato la presidente della Comunità del Garda. «Forse bisognerebbe coinvolgere anche le Regioni, perché pure loro dovrebbero dare un contributo. Stiamo lavorando con tutti gli enti sovracomunali per trovare una soluzione, ma i depuratori vanno realizzati».
Gelmini ha poi affrontato il tema della gestione delle risorse idriche del lago, a partire dalla siccità e dall’approvvigionamento delle campagne attraverso il fiume Mincio. Secondo la presidente, ad oggi, è stato raggiunto un equilibrio tra le diverse esigenze: uso agricolo, civile e turistico. La situazione, pur restando delicata, sarebbe comunque sotto controllo.
Un altro tema affrontato è stato quello della navigazione sul Garda e della possibilità di potenziare il trasporto via acqua come alternativa alla mobilità su gomma. In questo caso la Comunità del Garda sta lavorando a un progetto che coinvolge le province di Verona, Brescia e Trento, con il possibile coinvolgimento delle Università di Padova e Brescia.
«Stiamo facendo un ragionamento di medio termine sulla mobilità», ha spiegato Gelmini. «Servono risorse e bisogna superare i campanilismi».
Infine, uno sguardo alla candidatura di Bardolino a Capitale italiana della cultura 2029. La presidente della Comunità del Garda ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa, auspicando una collaborazione tra tutti i sindaci del territorio: «È un bel progetto e mi auguro che ci sia la sintonia di tutti i primi cittadini».







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