Depuratore del Garda, progetto da 310 milioni: lavori fino al 2035
Il 30 luglio la presentazione agli enti prima dell'iter autorizzativo. Previsti 60 chilometri di collettori ed un impianto ad Esenta di Lonato.
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Lonato del Garda. Il nuovo depuratore del Garda entra in una fase decisiva. Il progetto, che sarà illustrato agli enti il 30 luglio prima dell’avvio dell’iter autorizzativo previsto a settembre, vale quasi 310 milioni di euro e punta a sostituire l’intero sistema di depurazione della sponda bresciana del lago, ormai in funzione da oltre cinquant’anni.
L’opera sorgerà in aperta campagna a Esenta di Lonato e rappresenta solo una parte di un intervento molto più ampio. Il cuore del progetto è infatti una nuova rete di circa 60 chilometri di collettori che raccoglierà le acque reflue dei Comuni gardesani, affiancata da cinque stazioni di pompaggio e da una doppia condotta sublacuale lunga quasi dieci chilometri tra Toscolano Maderno e Salò.
L’intervento sarà realizzato in tre lotti, con il primo previsto entro il 2030 e il completamento fissato, almeno sulla carta, al 31 dicembre 2035.
Il nuovo impianto sarà dimensionato per servire fino a 200 mila abitanti equivalenti e sarà progettato secondo criteri di economia circolare. L’acqua depurata potrà essere riutilizzata per irrigare circa 700 ettari di terreni agricoli, mentre il biogas prodotto dal trattamento dei fanghi e l’energia generata dai pannelli fotovoltaici contribuiranno ad alimentare il depuratore. L’obiettivo è superare il 40% di autoproduzione energetica entro il 2035 e raggiungere l’autosufficienza nel decennio successivo.
Il costo dell’opera è cresciuto sensibilmente rispetto alle prime stime, arrivando a 309,96 milioni di euro, quasi 100 milioni in più. L’aumento è dovuto alla revisione del progetto sulla base delle indagini geologiche, al potenziamento degli impianti di sollevamento, alla scelta di realizzare alcuni tratti con la tecnica del microtunnelling, alla nuova condotta sublacuale e all’incremento dei prezzi delle materie prime.
Il 30 luglio il prefetto Andrea Polichetti riunirà amministrazioni ed enti coinvolti per illustrare l’imponente progetto, composto da oltre 800 elaborati tecnici. Sarà il passaggio che precede l’avvio delle Conferenze dei servizi, nelle quali verranno raccolti pareri e osservazioni.
Nonostante l’avanzamento dell’iter, restano aperte le contestazioni che da anni accompagnano il progetto. Al centro del dibattito ci sono la localizzazione dell’impianto, lo scarico finale nel fiume Chiese, l’impatto sul territorio e la ripartizione dei costi. Questioni che continueranno a essere oggetto di confronto anche durante la fase autorizzativa.








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