Corda Molle a pagamento, 16 sindaci bresciani: «Pedaggio iniquo»
Agevolazioni per 22 Comuni e sconto ai residenti di Brescia, ma altri territori restano esclusi. Chiesto un incontro in Provincia.
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Brescia. Con l’avvicinarsi del 1° marzo, data in cui scatterà il pedaggio sulla Corda Molle, il clima politico nel Bresciano si fa sempre più teso. L’intesa siglata tra la Provincia di Brescia e Autovia Padana prevede un anno di esenzione per i residenti di 22 Comuni attraversati dal raccordo Ospitaletto–Montichiari, mentre per chi vive nel Comune di Brescia è previsto uno sconto del 50%. Le agevolazioni, valide fino al 28 febbraio 2027 per moto, auto e furgoni (classi 1 e 2), non riguardano però autotrasportatori e aziende.
Ed è proprio su questo punto, insieme al criterio della residenza, che si concentra la protesta di 16 sindaci esclusi dal beneficio. I primi cittadini, tra cui quelli di Rodengo Saiano, Gussago, Rezzato, Mazzano e altri Comuni dell’hinterland, hanno scritto al presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, chiedendo un incontro urgente per «dare risposte concrete ai cittadini».
Secondo i firmatari, l’accordo crea una disparità tra bresciani, distinguendoli in base al Comune di residenza. Una scelta definita «discriminatoria» che potrebbe persino aprire la strada a ricorsi al Tar.
Non meno critico il tema della trasparenza. I sindaci sostengono di aver chiesto più volte i dati aggiornati sui flussi di traffico della Corda Molle, ritenuti indispensabili per stimare l’impatto economico dell’operazione. Dati che, a loro dire, non sarebbero mai stati forniti. Senza questi numeri, osservano, risulterebbe priva di solide basi anche la stima dei tre milioni di euro complessivi messi sul tavolo, metà dalla Provincia e metà dalla concessionaria.
Restano poi le incognite sul futuro: l’accordo ha durata annuale e nulla è stato chiarito su ciò che accadrà dopo febbraio 2027. Nel frattempo, l’esclusione degli autotrasportatori dalla gratuità rischia di pesare sulle imprese e di spostare parte del traffico sulle arterie alternative, con un possibile aggravio per la viabilità ordinaria e, in ultima analisi, per i consumatori.








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