Corda Molle, Girelli (Pd): «Salvini ha scaricato sul territorio una scelta sbagliata»
Per il deputato dem «il Governo non ha mai avuto una strategia, ma solo l’obiettivo di prendere tempo: 1,5 milioni di euro l’anno vengono sottratti al bilancio della Provincia per coprire una scelta che competeva allo Stato».
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Brescia. «La vicenda della Corda Molle certifica una gestione confusa e irresponsabile da parte del Governo e del ministro Salvini, che per mesi non hanno detto la verità in Parlamento e ai territori».
Lo dichiara il deputato bresciano del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, che ricorda come sulla Corda Molle sia intervenuto più volte con atti parlamentari e interrogazioni rimaste senza risposte chiare.
«In Parlamento – prosegue Girelli – ci è stato ripetuto che il pedaggio non sarebbe stato introdotto o che, comunque, non avrebbe penalizzato i cittadini bresciani. Oggi scopriamo che la tratta diventa a pagamento e che si tenta di rimediare con soluzioni temporanee, parziali e finanziate dagli enti locali. È la dimostrazione che il Governo non ha mai avuto una strategia, ma solo l’obiettivo di prendere tempo».
«Il punto politico centrale – sottolinea il deputato PD – è che 1,5 milioni di euro l’anno vengono sottratti al bilancio della Provincia per coprire una scelta che competeva allo Stato. È inaccettabile che un ente locale, con risorse già limitate, debba intervenire per compensare le mancanze del Ministero delle Infrastrutture guidato da Salvini».
Secondo Girelli, il sistema delle esenzioni introdotto non risolve il problema, ma lo aggrava: «Si creano disuguaglianze evidenti tra territori confinanti, con intere aree – dalla Valle Trompia ai comuni dell’area di Montichiari – che resteranno escluse e pagheranno il pedaggio pur subendone gli effetti. Non è così che si governa una infrastruttura strategica».
«Resta inoltre del tutto aperto – aggiunge – il tema delle conseguenze sulla mobilità: il rischio concreto è l’aumento del traffico sulle viabilità ordinarie adiacenti alla Corda Molle, un’infrastruttura che esisteva già prima del suo allargamento, con ricadute su sicurezza, inquinamento e qualità della vita dei cittadini».
«Ancora una volta – conclude Girelli – il Governo scarica sui territori il costo delle proprie scelte, mentre la Regione Lombardia continua a restare in silenzio, nonostante il ruolo che avrebbe dovuto svolgere. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo affinché il pedaggio venga superato in modo strutturale e non attraverso soluzioni tampone pagate dai cittadini e dagli enti locali».








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