Desenzano, nuovo ospedale, il Comitato: «Assemblea dei sindaci abdica a ruolo di tutela salute dei cittadini»

Il Comitato "Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce" chiede (nuovamente) che la cittadinanza sia coinvolta nel progetto di definizione del nuovo nosocomio.

Desenzano del Garda. Il Comitato “Manteniamo l’ospedale
di Desenzano sul Montecroce” invierà entro pochi giorni lettera formale alla Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito 11 Garda, Luisa Lavelli, per chiedere «la convocazione urgente dell’Assemblea dei Sindaci e l’acquisizione del parere previsto dal Regolamento sul progetto di costruzione del nuovo ospedale di Desenzano del Garda».
«Assistiamo con sconcerto – afferma il Comitato, tornando sulla questione del nuovo ospedale di Desenzano del Garda – al fatto che l’Assemblea dei Sindaci si stia trincerando dietro la formula
“non è nostra competenza” per evitare di discutere una decisione che ridefinirà per decenni l’organizzazione sanitaria territoriale, l’accesso alle cure e l’integrazione sociosanitaria per le comunità locali».
«L’art. 10 del Regolamento – spiega il Comitato – prevede infatti che l’Assemblea esprima parere obbligatorio su qualsiasi intervento che incida significativamente sull’organizzazione sanitaria e sociosanitaria territoriale, come chiaramente accade nel caso di un nuovo ospedale. Non stiamo chiedendo di discutere i dettagli tecnici dell’edificio, ma di esercitare la funzione programmatoria e di garanzia che la legge attribuisce ai Sindaci, chiamati a tutelare la salute pubblica come massima autorità sanitaria locale».
Nella lettera, il Comitato evidenzia come «l’interpretazione restrittiva della Presidente Lavelli, secondo cui l’Assemblea non sarebbe competente, rappresenti di fatto un’abdicazione al proprio ruolo istituzionale e rischi di configurare un’omissione procedurale, essendo il parere dell’Assemblea obbligatorio anche se non vincolante».
Viene inoltre chiesta «la convocazione di un’assemblea pubblica, come previsto dall’art. 13 del Regolamento, per garantire la reale partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche che li riguardano».
«Ci aspettiamo – conclude il Comitato – un riscontro entro 30 giorni, come previsto dalla legge, in caso contrario, procederemo con segnalazioni alla Prefettura, al Difensore Civico Regionale e con ogni altra azione legale a tutela del diritto di partecipazione dei cittadini».

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