Desenzano, nuovo ospedale: il Comitato non molla e torna a chiedere un nuovo studio di fattibilità

Il Comitato chiede che «vengano prese in seria considerazione tutte le soluzioni innovative per la messa a norma antisismica e antincendio dell'ospedale Montecroce, unitamente al suo ammodernamento e che dimostri, in termini economici, ambientali e sociali quale sia quindi la soluzione più confacente ai veri bisogni del territorio».

Desenzano del Garda. «Non c’è da esultare per il Protocollo d’Intesa per la costruzione di un nuovo ospedale a Desenzano che fa solo fumosi proclami. Non c’è nulla da esultare perché è il frutto di accordi e compromessi politici che hanno ignorato e snobbato la cittadinanza che, per legge e buona amministrazione, doveva partecipare al processo decisionale come è stato chiesto più volte dal Comitato».
E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea indetta dal Comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce” che ribadisce la volontà di voler tornare a chiedere un nuovo studio di fattibilità sul progetto dell’infrastruttura ospedaliera che, secondo le ultime risultanze,  avverrà secondo «riqualificazione mediante sostituzione edilizia» del nosocomio. Per decidere la collocazione verrà creato un Tavolo tecnico al quale parteciperanno Comune, Regione, Provincia, Asst del Garda e Ats.
Ma non i cittadini, rimarca il Comitato che aveva chiesto un incontro («negato») ad ASST Garda, Provincia di Brescia, ATS Brescia e 11 sindaci dell’Ambito 11 (Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Manerba, Moniga, Padenghe, Polpenazze, Puegnago, Pozzolengo, San Felice e Sirmione).

«Non c’è nulla da esultare quando la Giunta Malinverno per deliberare il Protocollo d’Intesa è stata persino disposta a stravolgere le parole scritte nel Decreto n. 639 facendo passare una narrazione per un atto ufficiale. Prendiamo poi atto – continua la nota del Comitatoche i 22 sindaci dell’Ambito 11 e la Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, Luisa Lavelli, hanno rinunciato a partecipare in modo attivo e propositivo alla decisione di costruire un nuovo ospedale a Desenzano del Garda, limitandosi a dichiarare che “È Regione Lombardia a decidere”».
«I sindaci avrebbero potuto assumere un ruolo attivo nella decisione. Ci chiediamo se abbiano consapevolmente rinunciato a rappresentare gli interessi dei propri cittadini o se non fossero a conoscenza delle loro reali possibilità di intervento» rintuzzano dal Comitato.
«Non è stata richiesta l’applicazione del Regolamento dell’Assemblea dei Sindaci per discutere
e verificare i progetti sanitari dell’area (non risultano verbali in merito a questo tema); non è stato richiesto il rispetto di quanto indicato a pagina 59 dello Studio di Fattibilità, ovvero la predisposizione di un documento programmatorio che coinvolga e impegni tutti gli stakeholder, comprese le amministrazioni direttamente o indirettamente interessate».

«Il Comitato resta saldo sulla sua posizione e continuerà a chiedere un nuovo studio di fattibilità che prenda in seria considerazione tutte le soluzioni innovative per la messa a norma antisismica e antincendio dell’ospedale Montecroce, unitamente al suo ammodernamento e che dimostri, in termini economici, ambientali e sociali quale sia quindi la soluzione più confacente ai veri bisogni del territorio. In attesa che le istituzioni locali svolgano il proprio ruolo, il Coordinamento del Comitato ha inviato una richiesta formale agli Enti sottoscrittori del Protocollo d’Intesa per la realizzazione del nuovo ospedale (Regione Lombardia, ASST Garda, Provincia di Brescia e ATS Brescia) per chiedere che venga rispettato quanto stabilito nello Studio di Fattibilità: prima della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa, deve essere predisposto un documento programmatorio che coinvolga e impegni tutti gli stakeholder: gli utenti, le organizzazioni dei cittadini, le associazioni di volontariato, la comunità, i dipendenti del settore sanitario e gli amministratori pubblici. Ci aspettiamo che le disposizioni stabilite vengano applicate – conclude il Comitato.- In assenza di riscontro, ci riserviamo di intraprendere ulteriori iniziative istituzionali e di segnalare la questione agli organi di controllo competenti».

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