Verdi: “Inutile spreco di 32,4 milioni per il tunnel Trentino-Valvestino”

Il collegamento lungo 5 chilometri, un tratto in galleria naturale e un tratto all'aperto, collegherebbe un bacino di poco più di 300 persone alla regione confinante.

(red.) Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha detto di voler fare il tunnel della Valvestino rispondendo ad alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle di Trento. Il traforo costerà 32,4 milioni per servire un bacino di utenza di 300 persone ovvero i residenti sommati di Magasa e Valvestino.
Il collegamento lungo 5 chilometri, un tratto in galleria naturale e un tratto all’aperto, secondo il progetto sarà largo 4,5 metri e a senso unico alternato. L’imbocco sul lato bresciano è previsto dalla provinciale di Valvestino all’altezza del bivio per Armo, mentre quello trentino a Bondone, in località Baitoni.

“Le previsioni di traffico che giustificano l’opera”, scrive in una nota il Coordinamento Verdi-Europa Verde Brescia, “sono irrealistiche e sovrastimate per il transito di 200 automobili/ora. Come si possano ipotizzare tanti utenti per il territorio del tunnel non è dato sapere, visto che non riguarda in alcun modo traffici tra aree industrializzate o centri densamente popolati, ma interessa esclusivamente i due piccoli comuni dell’Alto Garda Bresciano: Valvestino con 176 abitanti e Magasa con 109 abitanti (i residenti effettivi sono ancora meno in entrambi i comuni)”.

“Magasa e Valvestino sono il primo e il secondo comune della provincia di Brescia con l’età media più alta: 62,7 e 58 anni e con un tasso di natalità rispettivamente del -28.1% e del 0,0%”, si legge ancora nella nota dei Verdi. “Sono questi i numeri che segnalano la necessità di decongestionare il traffico in Valvestino. La galleria da 32,4 milioni di euro di risorse pubbliche serve solo da espediente per traghettare amministrativamente il territorio della Val Vestino dalla Lombardia (una tra le regioni più importanti d’Europa) alla provincia di Trento con il fantastico risultato di accorpare la valle ad una zona tra le più decentrate e depresse del Trentino. Lo scavo avrebbe un enorme impatto ambientale che modificherebbe inutilmente l’equilibrio ambientale di una valle praticamente incontaminata”.

“Qualsiasi valutazione ragionevole”, concludono i Verdi-Europa Verde, “avrebbe portato ad usare queste risorse per l’ammodernamento della viabilità verso il bacino turistico del Garda – SP 9 – e verso il polo industriale della Valle Sabbia – SP 113 -. Infrastrutture viarie entrambe già dotate di valutazioni geologiche e progetti cantierabili disponibili già 15 anni fa, con tempi di realizzazione molto più veloci, costi di gran lunga inferiori e benefici immediati per le residue attività dei residenti”.

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