Covid Hospital al Civile? Le regioni italiane vogliono imitare il modello

Si attendono le linee guida del Ministero della Salute, ma intanto c'è chi chiede di imitare l'idea bresciana.

(red.) A Brescia il progetto di un Covid Hospital all’interno dell’ospedale Civile, sfruttando l’intera scala 4 e per un reparto isolato dagli altri, sta ricevendo un coro di critiche non solo dagli addetti ai lavori (medici e infermieri), ma anche dai sindacati e tanto che la Fp Cgil ha incassato 1.000 firme a una petizione. Nel frattempo, dal momento della presentazione da parte degli assessori regionali al Welfare Giulio Gallera e al Bilancio Davide Caparini, del progetto non si è più parlato. Nonostante resti sulla bocca del governatore Attilio Fontana.

Ma nelle ore precedenti a giovedì 21 maggio, in occasione di un’audizione della commissione Sanità Stato-Regioni, alcune delle regioni italiane vedrebbero con favore un centro Covid all’interno dei propri ospedali. Una soluzione, quindi, di emergenza in caso di bisogno e contando anche sulla presenza di un pronto soccorso. Queste opinioni, di cui scrive il Giornale di Brescia, potrebbero condizionare le linee guida del Ministero della Salute in vista di decidere come dovranno essere i centri Covid in caso di una possibile nuova ondata di contagi.

E per questo motivo sarebbe anche emerso che il progetto alla scala 4 del Civile di Brescia non solo tornerebbe in auge, ma potrebbe diventare un modello al quale le altre regioni cercheranno di ispirarsi. Tra gli obiettivi del nuovo sistema sanitario c’è il potenziamento degli ospedali in caso di emergenza e un aumento dei posti letto in terapia intensiva, così come la riqualificazione di quelli in semintensiva. Ma anche evitare in futuro di sospendere le attività chirurgiche e prevedere percorsi separati in modo strutturale nell’accesso ai pronto soccorso.

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