Gallerie a rischio, focus della Provincia su 37 tunnel bresciani

La relazione a livello nazionale preoccupa. Nel bresciano nessun traforo a rischio, ma ci saranno approfondimenti.

(red.) Ha acceso qualche campanello d’allarme la relazione diffusa ieri, venerdì 10 gennaio, dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sul fatto che circa 200 gallerie, della lunghezza di almeno 500 metri, sulle autostrade italiane non sarebbero conformi con le normative. Ma subito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha sottolineato che al momento non si parla però di rischi sul fronte della sicurezza. E nel bresciano come è la situazione? Per quanto riguarda i tunnel presenti sulle autostrade lungo il nostro territorio non ci sono problemi, ma dovrà essere eseguito un test più approfondito, invece, sui trafori gestiti dalla Provincia.

I manufatti che insistono sul territorio provinciale lamentano infiltrazioni d’acqua, mancato ricircolo d’aria e vie di fuga che non ci sono. Nel bresciano la Provincia gestisce 62 gallerie, di cui poco più della metà superano i 500 metri di lunghezza, cioé quelli indicati nella relazione dell’organo consultivo del Ministero. E su questo fronte, interpellato dal Giornale di Brescia, ha risposto il consigliere provinciale delegato alle strade Antonio Bazzani. Ha sottolineato che al momento il focus è su 24 ponti che sono stati considerati a rischio per la loro stabilità o altri elementi critici e subito dopo l’attenzione passerà alle gallerie, anche se non pare che ci siano rischi.

Si sta completando il progetto di illuminazione con i nuovi fari a led, mentre i disagi principali riguardano le infiltrazioni d’acqua e il ricircolo dell’aria. Il consigliere rivela anche, però, che adeguare le gallerie a tutti i parametri e alle normative tra vie di fuga e altre corsie di emergenza richiederebbe milioni di euro che al momento non ci sono e su strutture costruite da dcenni. Il focus sarà quindi soprattutto sulla sicurezza e ogni galleria sarà sondata per capire quali lavori eseguire, magari puntando anche su finanziamenti statali come già avvenuto con i ponti.

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