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Tav Garda, conferenza dei servizi a Roma

Sia il Consiglio regionale che l'assessore Cavalli avevano chiesto che la conferenza dei servizi sulla Tav del Garda avvenisse a Brescia, ma invece no.

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(red.) Nonostante le numerose richieste, la mozione approvata dal Consiglio regionale lombardo e la richiesta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli, la Conferenza dei Servizi relativa alla tratta AV/AC Brescia-Verona già convocata per giovedì 6 novembre, si svolgerà a Roma e non a Brescia. Lo ha fatto sapere lo stesso assessore Cavalli, che ha ricevuto la comunicazione dal capo della Segreteria del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.
Intanto dal bresciano sono diversi i rilievi alla infrastruttura che degli 80 chilometri previsti sulla tratta Brescia-Verona, ne percorrerà 52 sul nostro territorio, attraversando una ventina di Comuni.
Il neo presidente della provincia, Pierluigi Mottinelli, in un anota, è intervenuto sulla questione chiedendo di «valutare in modo ponderato gli impatti che posson derivare dalla realizzazione dell’opera, con un’attenta analisi dello stato attuale, in modo da rendere compatibile il progetto, oramai datato, con le mutate componenti ambientali». Rilievi analoghi a quelli sollevati da Legambiente, anche in relazione alla ipotizzata creazione di 8ulteriori) cave di prestito per i lavori dell’alta velocità ferroviaria.
Dal Basso Garda sono note le posizioni del Consorzio Tutela Lugana che vedrà ridurre i terreni dedicati alla produzione vitivinicola. Si stima, secondo i dati del Consorzio, che affonda le radici (letteralmente) nell’area interessata dai lavori, di una perdita di oltre 200 ettari di produzione.
Sotto la lente anche la vecchia “Via” (Valutazione di impatto ambientale): i primi cittadini bresciani, veronesi e mantovani puntano il dito su una valutazione vecchia di 1 1anni e da «rifare completamente».
Perchè? il Consorzio Cepav Due ha avviato una revisione parziale del documento, limitata ad 11 punti dopo le prescrizioni imposte dal Ministero dell’Ambiente e dei Trasporti recepite dal Cipe con delibera 120 del 2003. Se venissero effettuate ulteriori modifiche la Via dovrebbe essere totalmente riscritta. Il Comune di Desenzano (attraverstao per 10 km dalla Tav) ha avviato uno studio tecnico per studiare il documento e verificare eventuali modifiche sostanzaili che annullerebbero il documento di 11 anni fa. L’obiettivo è quello, d aparte delle amministrazioni, di ottenere una nuova valutazione d’impatto ambientale che consenta di vedere le conseguenze dei lavori nel territorio del Garda.
In seconda istanza, i Comuni chiedono di mitigare l’impatto ambientale, richiesta che pare essere accolta dal ministero che ha in programma un tavolo di confronto per il 21 ottobre.
Secondo i rilievi di Cepav Due, le modifiche da apportare alla Via del 2003 riguardano la variante di Montichiari (per ottimizzare il collegamento con l’aeroporto); la riqualificazione della strada Ghedi-Borgosatollo che eviti l’attraversamento dell’abitato; la connessione elettrica a calcinato con la realizazione di un nuovo elettrodotto lungo 8,4 km; ridefinite anche le cantierizzazioni in 21 punti d’interferenza con boschi, aree archeologiche e torrenti, parchi; le cave di Lograto, Montichiari, Castenedolo, Calcinato e Castelnuovo nel veronese.

 

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