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Brebemi, 10 anni in più per far tornare i conti

Intervento di Cassa depositi e prestiti per il "salvataggio" economico della A35 che rischia di vedere sfumare il bonus fiscale del Governo.

(red.) Il “salvataggio” fiscale ed economico di Bre.Be.Mi. potrebbe passare attraverso la Cassa depositi e prestiti.
Dopo un primo sì della Camera al decreto che prevede l’abolizione del bonus fiscale per le concessioni autostradali, il futuro della arteria autostradale che, alle origini, così era stato garantito, doveva basarsi solamente sugli intoriti derivanti dai pedaggi autostradali, è ora sotto la lente della Cdp che pure ha avuto (direttamente e indirettamente) un ruolo-chiave nel decollo del progetto Bre.Be.Mi.
Sulle prospettive di sopravvivenza della direttissima Brescia-Milano si stanno svolgendo colloqui serrati tra la società A35,  Cdp, Bei e banche private (che hanno predisposto il project financing da 1,5 miliardi per la realizzazione dell’opera). Sul tavolo la bozza di richiesta di proroga della concessione per ulteriori 10 anni,  da 19 a 29 anni. Ma non solo: si sta valutando anche il diritto ai recuperi fiscali che la legge consente alle grandi opere che abbiano subito un aggravio di costi per ragioni di forza maggiore, come, ad esempio, nel caso della A35, quello per gli espropri (accresciuto di 120 milioni di euro).
A pesare sulle tasche della direttissima lo scarso traffico che nelle previsioni di apertura avrebbe dovuto essere invece più consistente, ma anche il mancato posizionamento, allo stato attuale, degli 11mila cartelloni segnaletici che dovrebbero veicolare il traffico, sia da Milano che da Brescia, verso la nuova autostrada e verso la A21 e, pure, la mancanza di un raccordo diretto tra le due direttrici stradali.

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