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“Brebemi? solo 16 mila veicoli/giorno”

Alcuni volontari di Legambiente hanno contato gli ingressi per 24ore: "Risultato ben al di sotto di quanto dichiarato".

(red.) Le attività lavorative sono riprese a pieno regime, ma l’autostrada BreBeMi, “l’ecomostro d’asfalto che taglia la bassa bergamasca, continua a essere deserta”. Per verificare la fondatezza dei numeri finora diffusi dalla Società, Legambiente e i volontari dei circoli territoriali dell’associazione hanno effettuato un monitoraggio ai caselli dell’autostrada, contando i veicoli in entrata e uscita e, secondo una nota dell’associazione, il risultato sarebbe peggiore dei dati finora comunicati.
“Nella terza settimana di  settembre”, si legge nella nota, “l’autostrada parallela all’A4 Milano-Brescia si conferma opera inutile, la più costosa della Lombardia. Solo 16.000 veicoli al giorno nei due sensi, niente se confrontato con i 280 mila veicoli giorno della A4, poco più lunga ma con tariffe molto più basse e meglio connessa. E pochissimi se confrontati con i 40.000 previsti nei primi mesi di apertura e con gli 80.000 considerati necessari per pareggiare il piano finanziario di un’opera costata 2 miliardi di euro e che dovrebbe pagarsi con le entrate da pedaggio”.
Lapidari gli ambientalisti: “Se l’A35 doveva essere l’alternativa veloce all’A4, e allo stesso tempo un diversivo per ridurne i livelli di congestione, il risultato non c’è. Anche perchè pochissimi sono i veicoli che percorrono l’intero tracciato di 62 chilometri tra i caselli di Chiari Est e quello di Liscate: la A35 (sigla della Brebemi) non sposta quasi nessun flusso di traffico dalla A4, perchè pochissimi utenti la usano come ‘direttissima Brescia-Milano’, i forzati della A35 sono in gran parte residenti nei comuni della bergamasca e del Cremasco, diretti al capoluogo milanese. Un doppio smacco dunque per il gestore, perchè pochi veicoli e basse percorrenze significano un livello di utilizzo, e conseguentemente di entrate da pedaggi, largamente insufficiente per ripagare i debiti contratti con gli istituti finanziatori (in primo luogo Cassa Depositi e Prestiti e Banca Europea d’Investimenti)”.
“Si conferma quanto denunciamo da anni: BreBeMi è un sacrificio di territorio che doveva essere evitato”, ha dichiaratoDamiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “Maroni e Lupi ci pensino bene prima di perseverare nell’idea folle di costipare la Lombardia di nuove autostrade, perchè i progetti in essere promettono altrettanti fallimenti. In primo luogo occorre fermare Pedemontana, perchè l’apertura della prima tratta da Cassano Magnago a Lomazzo sarà un buco anche peggiore di quello di Brebemi”.

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