No Tav, “Basso Garda contro l’Alta Velocità”

I militanti contrari all'infrastruttura: "L'opera creerà gravi disagi alla zona artigianale di Desenzano". Nasce il Soccorso No Tav.

(red.) Sono sempre più partecipate le assemblee del comitato No Tav di Brescia. Dopo i due incontri del 7 e 21 luglio, spiega una nota, anche quello del 4 agosto ha avuto una grande partecipazione di persone, non solo attivisti No Tav e militanti navigati, ma anche cittadini che saranno direttamente coinvolti dal passaggio della linea ad Alta Velocità.
“Insomma tre riunioni in piena estate molto partecipate dimostrano che ormai il problema Tav nel Basso Garda sta esplodendo e la mobilitazione è destinata a crescere sia nel numero di iniziative che verranno messe in campo, sia nel numero di persone che verranno coinvolte. Tanti i presenti arrivati da Lonato e Desenzano, ma anche cittadini di Calcinato, Ponte San Marco, Ciliverghe, Mazzano, Rezzato e Sirmione. E naturalmente ben rappresentati anche Brescia e Verona”. L’obiettivo dichiarato del gruppo è proprio quello di creare un comitato No Tav in ogni paese della tratta Brescia-Verona. Gli attivisti partiranno da Calcinato, dove il primo settembre è in programma la prossima assemblea, la quart, del percorso “Fermarlo Tocca a Noi”, verso la passeggiata No Tav sulle colline del Lugana del 5 ottobre. Nel mezzo un volantinaggio in programma il 14 agosto a San Martino durante la sagra del paese.
Come gia’ era successo nell’assemblea precedente, nel corso del dibattito ci sono state testimonianze importanti: alcuni funzionari di una ditta che deve svolgere lavori preliminari all’avvio dei cantieri della Tav hanno “visitato”, nei giorni scorsi, la zona industriale di Desenzano posta a sud del casello dell’autostrada. Secondo le testimonianze raccolte dalla centrale elettrica situata nei pressi della Sala King vicino alla “fornace romana”, partirà una linea ad alta tensione che servirà per alimentare la Tav. “Questa linea”, si legge nel comunicato, “dovrà avere, per legge, una fascia di rispetto di 150 metri per lato. Sarà quindi molto larga, ed andrà a unirsi alla fascia che avrà la stessa Tav. Facile immaginare quindi che saranno molte le attività commerciali e industriali colpite nella zona”.
Secondo le testimonianze raccolte dal gruppo No Tav, molti proprietari si sono rifiutati di far entrare nelle loro attività i tecnici, impedendo quindi che potessero fare fotografie e quant’altro. Una situazione simile si è verificata a Calcinato, dove ormai da diverse settimane “gli uomini di Italferr” stanno perlustrando la zona in lungo e in largo. Alcuni contadini presenti in assemblea hanno testimoniato di aver trovato persone sui loro campi che piazzavano picchetti e scattavano fotografie senza alcun tipo di autorizzazione. L’assemblea ha quindi deciso la costituzione di una sorta di Soccorso No Tav: quando i tecnici si presentano scatterà una catena di sms che farà arrivare sul posto gli attivisti pronti a bloccare i lavori. In fase di creazione anche una mail-list che sarà attiva nel giro di qualche giorno con già un centinaio di indirizzi che sono stati raccolti nelle tre assemble che si sono svolte fino ad ora.
La tratta Brescia–Verona, lunga 73 Km per un costo preventivato di 2 miliardi e 800 milioni di euro, deve fare i conti anche con congiunture economiche non particolarmente favorevoli. Innanzitutto è rimasta fuori (come Terzo Valico e tunnel del Brennero) dall’elenco  delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia. Questo non vuol dire che si tratta di opere definitivamente cancellate, ma più pragmaticamente che per loro, al momento, non c’è copertura finanziaria. Il decreto del governo per il momento si impegna a finanziare opere per 30,4 miliardi di euro. Le conferme più significative riguardano l’Alta Velocità Napoli-Bari, finanziata per 2,9 miliardi, l’Alta Velocità Torino-Lione (2,9), l’Autostrada Orte-Mestre (10,4).

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