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Nibiru Planet dice addio a Brescia

Il numero uno di Micromegas, Erminio Fragassa, infastidito dall'atteggiamento dei vertici di Immobiliare Fiera: "Valuteremo altre città".

(red.) Vi ricordate di Nibiru Planet? Scordatavene. Ne avevano parlato tutti in termini entusiastici e il progetto del polo tecnologico presso il centro fieristico bresciano sembrava ormai cosa fatta. Ma mancavano i dettegli, proprio quelli che hanno fatto saltare la trattativa a un passo dalla firma.
A decidere di scrivere la parola fine sul progetto è proprio il numero uno di Micromegas Comunicazioni, Erminio Fragassa, società che aveva concepito e portato avanti finora l’idea del polo tecnologico.  «Ci sono evidenti problemi di metodo e di merito – dichiara amareggiato Fragassa -. Stiamo infatti partecipando a una gara atipica in cui non è chiarissimo chi siano gli interlocutori negoziali investiti dei necessari poteri di rappresentanza. Occorre quindi un atto di discontinuità, doloroso ma necessario e quindi, seppur con profonda tristezza per la grande occasione persa, riteniamo giusto rappresentare il nostro disagio con un gesto forte e inequivocabile: Micromegas ritira oggi ufficialmente la propria candidatura».
Nonostante le preferenze verbali espresse da Carlo Massoletti e da tutto lo staff di Immobiliare Fiera, negli ultimi mesi erano state valutate anche altre ipotesi alternative oltre al Nibiru Planet. Preferenze che alla fine si sono mostrate tali da mettere nell’angolo il disegno di Micromegas. Certo per Brescia si tratta di una grande occasione persa: Nibiru Planet era un progetto ambizioso che prevedeva di fare del vecchio centro fiera, per grandezza e innovatività il terzo parco tecnologico  d’Europa, il primo in Italia. Un grande progetto di sistema che avrebbe coinvolto e visto coordinarsi banche e imprese con la supervisione del Comune.
A Micromegas però non è piaciuto che l’enusiasmo iniziale di Massoletti, di Aib, di Ubi e dell’Amministrazione, si sia man mano freddato, lasciando spazio alla valutazione di progetti meno ambiziosi. Ora Fragassa torna a guardarsi intorno e non nega la possibilità di costruire il parco altrove: «Ci sono altre ipotesi in campo, questo è vero, ma per serietà non abbiamo esaminato le proposte. Ci siamo detti che lo avremmo f atto solo nel momento in cui l’ipotesi bresciana, su cui abbiamo tanto  lavorato e investito,fosse definitivamente tramontata. Ora cominceremo a guardarci intorno».

 

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