Desenzano, c’era una volta la Spiaggia d’Oro

Disagi e disservizi sul rinomato lido del Garda. Bagni chimici, docce chiuse e ristorante inagibile causano lamentele fra i bagnanti. L’Amministrazione corre ai ripari.

(red.) L’oro del Giappone, direbbe la saggezza popolare. Ultimamente non è infatti proprio aurea la cornice della rinomata Spiaggia d’Oro di Desenzano.
Se il bar e il servizio degli ombrelloni e sdraio funziona bene, non si può dire altrettanto della zona riservata agli spogliatoi, alle docce e ai servizi igienici. Quest’ultimi sono composti da sei bagni chimici in plastica (tre per gli uomini, tre per le donne) che nell’affollatissimo fine settimana sono insufficienti a coprire le esigenze dei bagnanti e, complice la calura, si trasformano in disgustosi e antiigienici sgabuzzini maleodoranti. Non è migliore la condizione delle docce, a cui è impedito l’accesso e quella delle cabine, tutte rigorosamente serrate a chiave.
E come se non bastasse il ristorante è chiuso perché non agibile proprio nel periodo più affollato dell’anno, con evidente disagio per chi era abituato a pranzare direttamente in spiaggia. Solo il bar sembra essere l’unico servizio ben funzionante dell’impianto balneare. Del resto la struttura ha i suoi costi, e in un momento come questo anche il ricco comune gardesano deve fare i conti con il limitato budget a disposizione.
L’Amministrazione però ha esposto alcune strategie per risolvere gli inconvenienti. L’obiettivo del primo cittadino del comune bresciano è procedere con il sistema del “project financing” chiedendo ad un privato di investire nella struttura in cambio di un contratto d’affitto lungo. Fra le ambiziose ipotesi sul tappeto c’è anche la costruzione di una piscina. Ma molti frequentatori sostengono, forse a ragione, che sarebbe meglio puntare sulla rifinitura di ciò che già c’è piuttosto che imbarcarsi in un’impresa ancora più dispendiosa.

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