Losine, la strada riaprirà a fine maggio

Dopo la frana sulla provinciale 90 del 2 aprile finalmente qualcosa si muove. Venerdì la conferenza dei servizi: per il sindaco lavori al via già la prossima settimana.

(red.) A due settimane dalla frana sulla Provinciale 90, che dal fondovalle porta a Losine (Brescia), qualcosa si è mosso. Fortunatamente non stiamo parlando di nuovi smottamenti, ma delle attività propedeutiche alla messa in sicurezza del tratto (tutt’oggi chiuso al traffico) e alla sua riapertura.
La mattina del 2 aprile, mentre un’impresa edile era impegnata nella costruzione di due villette a monte del grosso muraglione di contenimento della Provinciale, in via Paolo VI, un tratto lungo qualche decina di metri ha ceduto, probabilmente sotto il peso delle intense piogge dei gironi precedenti, riversando in strada massi e altri detriti. La carreggiata è stata chiusa e il sindaco Modesto Pessognelli aveva imposto all’azienda alcune prescrizioni per arrivare in tempi brevi alla sistemazione del dissesto.
Come ha riferito lo stesso Pessognelli, in due settimane l’impresa si è attivata, facendo pervenire in Municipio la relazione geotecnica che servirà per stabilire il da farsi. Venerdì, in Comune, è in programma una conferenza dei servizi tra tutti gli attori coinvolti: il Municipio, l’impresa edile, la Comunità montana, la Provincia e il geologo.
Secondo il primo cittadino di Losine, i lavori potrebbero prendere il via già la prossima settimana e la Novanta potrebbe essere riaperta tra il 20 e il 30 maggio. La ditta, che dal 2 aprile ha dovuto sospendere il cantiere, ha eseguito una serie di attività prescritte nell’ordinanza del sindaco: si tratta di opere per allontanare le acque meteoriche provenienti dalla copertura dei fabbricati in costruzione, dalle aree impermeabili realizzate a dal quelle immediatamente a monte del fronte di scivolamento, che sono state convogliate tutte a valle. L’impresa ha poi posato dei fessurimetri per verificare la stabilità delle murature vicine non interessate direttamente dal crollo e ha spostato la gru sul fronte di frana. Oltre a questo ha realizzato la relazione geotecnica che valuta l’intera zona, comprese le aree a monte a monte delle costruzioni e le strutture da realizzare.
Sebbene all’orizzonte si intraveda uno spiraglio di luce, le polemiche non accennano a cessare: i consiglieri di minoranza hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale per parlare degli eventi che si sono verificati a inizio aprile, pretendendo di conoscere la specifica di procedimento, tempi ed eventuali spese a carico della comunità.

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